Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 280 società di capitali appartenenti al settore delle imprese di pulizie, per il triennio 2014-2016.

 

Ricavi in aumento e forte crescita dell’EBITDA

I ricavi complessivi crescono  del 4,0% nel 2016, con le regioni del Sud e delle Isole che ottengono la performance migliore, +9,9%, seguite dalle regioni del Nord Est con un incremento del +5,2%, mentre le regioni del Nord Ovest registrano una crescita del 3,1%, in controtendenza le regioni del Centro con una flessione dell’ 1,4%.

A livello regionale l’ Umbria sembra mostrare un vero e proprio exploit,  +102,2%, tuttavia questo è dovuto al mancato deposito del bilancio 2015 da parte dell’azienda più importante, mentre invece la regione Sicilia registra una flessione del 2,8%.

Le considerazioni fatte sopra vengono stravolte se guardiamo all’EBITDA. Partiamo dal dato aggregato che registra una crescita del 66,3%, e questa volta a primeggiare sono le regioni del Nord Est, che moltiplicano per 6 il tasso di crescita rispetto al 2015, +660,5%, seguite dalle regioni del Nord Ovest, in crescita del 4,5%, mentre le regioni del Sud e delle Isole invertono il trend mostrato per i ricavi e registrano una flessione dell’EBITDA del 12,4%, chiudono le regioni del Centro in forte calo (-22,1%).

 

Grande è meglio

Raggruppando le aziende per classi di fatturato otteniamo la crescita maggiore nel cluster con fatturato compreso tra 10 e 30 mio di euro (+5,8%), seguite a breve a distanza dalle aziende con fatturato maggiore di 30 mio di euro (+5,2%), chiudono in flessione del 5,3% le aziende con fatturato inferiore ai 10 mio di euro che, con 118 aziende, è anche il raggruppamento più numeroso.

 

Gli utili ritornano in territorio positivo

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2016 è di 119.579.000 euro, riportatosi in territorio positivo dopo la perdita di  33.148.000 euro del 2015.

L’utile medio per regione vede l’Abruzzo segnare il valore più alto con 1.847.000 euro, mentre la regione Lazio registra una perdita media pari a 314.000 euro.

L’incidenza percentuale dell’utile sul fatturato è ai massimi del triennio, pari all’1,7% dei ricavi nel 2016, superiore all’1,5% del 2014.  Tuttavia nel 2016 sono 221 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, contro le 225 del 2015.

 

Gli indici di redditivita

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore delle imprese di pulizie una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  •  ROE ai minimi del triennio

Il ROE medio nel 2016 è stato del 4,4%, in flessione rispetto al valore del 2015 (10,2%), e del 2014, 15,1%.

L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.

  • ROI in tendenziale flessione ma su valori ancora elevati

Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.

Il ROI medio è stato del 8,6% nel 2016, era il 12,9% nel 2015, e 16,0% nel 2014

  • Buoni i margini sulle vendite, ma ai minimi del triennio

Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 3,5%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane è 3,5 centesimi. Il valore è il più basso del triennio, infatti è stato del 5,7% nel 2015, e del 6,7% nel 2014.

Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, che passa dal 8,6% del 2014, al 7,8% del 2015, ed infine attestandosi al 5,9% nel 2016 .

 

Rischio finanziario ancora elevato

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento permane in un’area di squilibrio finanziario, ed è pari a 4,1, sostanzialmente stabile rispetto al 2015.

L’incidenza media degli oneri finanziari sui ricavi fanno registrare una lieve flessione, e si portano dal 1,3% del 2015 all’1,1%  del 2016.

 

Se vuoi essere informato sull’uscita degli ultimi dati aggiornati relativi al settore delle imprese di pulizie iscriviti alla nostra newsletter