Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 130 società appartenenti al settore siderurgia, per il triennio 2014-2016.

 

Ricavi in flessione ma EBITDA in crescita

I ricavi complessivi, pari a 12.482 mio di euro,  registrano un calo del 5,42% nel 2016, con andamenti differenti per aree geografiche; se infatti crescono le regioni del Centro, +6,55%, e quelle del Sud e Isole, con un incremento del 3,51%, le regioni del Nord Ovest registrano una flessione del 7,03%, e quelle del Nord Est del 9,34%. A livello regionale è la Campania a mostrare la crescita maggiore, +40,1%, mentre invece il calo maggiore spetta alla regione Trentino Alto Adige -19,85%.

L’analisi dell’andamento dell’EBITDA mostra uno scenario opposto rispetto a quello dei ricavi. L’EBITDA complessivo cresce del 4,1% nel 2016, ma questa volta sono le aree geografiche del Nord a crescere, con una variazione positiva 17,8% per le regioni del Nord Ovest, seguite dalle regioni del Nord Est, + 1,89%, mentre le regioni del Sud e delle Isole accusano una flessione del 16,01%, e quelle del Centro del 64,52%.

 

Limitano i danni le aziende con fatturato superiore a 30 milioni di euro.

Raggruppando le aziende per classi di fatturato otteniamo il calo maggiore nel cluster di fatturato compreso tra 10 e 30 mio di euro, con una flessione del  17,11%, seguite dalle aziende con fatturato inferiore a 10 mio di euro, -5,81%, chiudono in leggera flessione, -3,71%, le aziende con fatturato maggiore di 30 mio di euro.

 

Il settore ritorna in utile

Per quando riguarda gli utili/perdite, il dato cumulato del 2016 è di 215.324.000 euro, in deciso miglioramento rispetto alla perdita del 2015 di 267.213.000 euro. L’utile/perdita medio per regione vede la Liguria segnare l’utile più alto con 10.628.000 euro mentre la regione Toscana registra una perdita media pari a  3.725.000 euro. L’incidenza dell’utile sul fatturato è pari all’1,73% nel 2016, e sono 98 le aziende che hanno chiuso l’esercizio, mentre sono 28 quelle in perdita, tendenza in miglioramento rispetto al 2015, che registrava 96 aziende in utile e 32 in perdita.

 

Gli indici di redditività

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore siderurgia una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Ritorna in positivo il ROE

Il ROE medio nel 2016 è stato del 2,2%, ritornando su valori positivi dopo l’11,5% del 2015, ed il -0,3% del 2014.

L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.

  • Ai massimi del triennio il ROI

Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.

Il ROI medio è stato del 2,8% nel 2016, in costante crescita dallo 0,7% del 2014.

  • Margini sulle vendite ai massimi del triennio

Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 2,3%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane è 2,3 centesimi. Il valore è il più alto del triennio, infatti è stato dell’1,5% nel 2015, e  0,6% nel 2014.

Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, passato dal 4,5% del 2014 al 5,1% del 2015, e attestandosi al 5,8% nel 2016.

 

Rischio finanziario stabile

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore pari a 2,5 in lieve calo rispetto al 2,6 del 2015. L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dell’1,3%, erano l’1,5% nel 2015.

 

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