Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 250 società di capitali appartenenti al settore della produzione di mobili per la casa e l’ufficio, per il triennio 2014-2016.

 

RICAVI IN AUMENTO, PIU’ DELL’EBITDA

I ricavi cumulati fanno segnare un incremento del 6,2%, dove, al loro interno, sono le regioni del Nord Est ad ottenere la performance migliore, +7,8%, seguite dalle regioni del Sud e Isole con un incremento del 7,5%, mentre le regioni del Nord Ovest registrano una crescita del 4,3%, chiudono le regioni del Centro con una crescita moderata, +1,0%.

A livello regionale è il Veneto che ottiene la crescita maggiore, +12,4%, mentre invece la regione Lazio registra una flessione del 18,4%.

L’EBITDA fa registrare una crescita inferiore rispetto ai ricavi, +2,1%, ma mentre le posizioni di testa sono confermate, con le regioni del Nord Est in incremento del 9,1%, seguite dalle regioni del Sud e Isole in crescita del 7,4%, fanno meglio rispetto ai ricavi le regioni del Centro, +4,3%, mentre invertono il trend positivo delle vendite quelle del Nord Ovest, in flessione del 15,5%.

 

VANNO MEGLIO LE GRANDI

Se raggruppiamo le aziende per classi di fatturato otteniamo la crescita maggiore nel cluster di aziende con fatturato superiore ai 30 mio di euro, +9,4%, seguite dalle aziende con fatturato compreso tra 10 e 30 mio di euro, +5,4%, chiudono con un leggera incremento, +0,5% le aziende con fatturato inferiore a 10 mio di euro

 

UTILI IN CONTRAZIONE NONOSTANTE UN INCREMENTO DELLE AZIENDE IN UTILE

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2016 è di 101.163.000 euro, in flessione del 16,0% rispetto al valore del 2015 (120.435.000 EURO).

L’utile medio per regione vede il Piemonte segnare il valore più alto con 1.694.000 euro, mentre la regione Abruzzo registra una perdita media pari a  6.000 euro.

L’incidenza percentuale dell’utile sul fatturato è di conseguenza  passata dal 3,2% del 2015 al  2,6% del 2016.

Nel 2016 sono 212 le aziende che chiudono l’esercizio in utile e 40 quelle in perdita, tendenza in miglioramento rispetto al 2015, che registrava 203 aziende in utile e 49 in perdita.

 

GLI INDICI DI REDDITIVITA’

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore della produzione di mobili per la casa e l’ufficio una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • ROE altalenante

Il ROE medio nel 2016 è stato del 9,9%, in flessione rispetto al valore del 2015 (12,6%), ma pur sempre maggiore rispetto al valore del 2014, 8,3%.

L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.

  • ROI altalenante

Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.

Il ROI medio è stato pari all’11,0% nel 2016, era il 12,5% nel 2015, e 10,7% nel 2014

  • Margini sulle vendite ai minimi del triennio

Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 5,7%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane è 5,7 centesimi. Il valore è il più basso del triennio, infatti è stato del 7,2% nel 2015, e del 6,1% nel 2014.

L’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, pari all’8,2% nel 2016, è anche lui inferiore al dato del 2015 (8,6%), ma questa volta superiore al 7,9% del 2014.

 

 

RISCHIO FINANZIARIO STABILE E TENDENZIALMENTE IN LENTO MIGLIORAMENTO

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento rimane stabile a 2,4, inferiore rispetto al 2,6 del 2014.

 

Anche l’incidenza media degli oneri finanziari sui ricavi rimane stabile, e pari allo 0,5% dei ricavi.

 

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