Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 300 società di capitali appartenenti al settore del trasporto merci su strada, per il triennio 2014-2016.

 

Ricavi in aumento

I ricavi complessivi registrano una crescita del 4,1 nel 2016, con le regioni di Sud e Isole che fanno registrare la performance migliore (+8,6%), seguite dalle regioni del Centro (+6,6%), quindi quelle del Nord Est (+4,6%), ed infine le regioni del Nord Ovest in incremento del 2,3%.

A livello regionale è la Puglia che mostra la crescita maggiore, +14,3%, mentre invece la regione Friuli-Venezia-Giulia registra una flessione del 4,6%.

Se guardiamo all’EBITDA le posizioni non subiscono grandi stravolgimenti; il dato complessivo vede l’EBITDA crescere del 16,3%, con le regioni del Centro che registrano un’ inversione di tendenza da negativo a positivo, ed in aumento del 381,3%, seguite dalle regioni del Sud e delle Isole in incremento del 22,7%, mentre le regioni del Nord Est crescono del 14,9%, ed infine chiudono le regioni del Nord Ovest in aumento del 9,6%.

Raggruppando le aziende per classi di fatturato otteniamo la crescita maggiore nel cluster con giro d’affari inferiore a 20 mio di euro (+6,9%), seguite dalle aziende con fatturato compreso tra 20 e 50 mio di euro (+4,6%), ed infine chiudono con una crescita del 3,5% le aziende con fatturato superiore a 50 mio di euro.

 

Crescono gli utili

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2016 è di 321.068.000 euro, in aumento del 12,7% rispetto al valore del 2015 di 284.925.000 euro.

L’utile medio per regione vede la Liguria segnare il valore più alto con 2.650.000 euro mentre la regione Marche registra un utile medio pari a  89.000 euro.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è in tendenziale crescita, è passata infatti dallo 0,7% del 2014 al 2,1% del 2016. Tuttavia le aziende che hanno chiuso l’esercizio in utile sono state 243, contro le 260 del 2015.

 

 

Gli indici di redditività

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore del trasporto merci su strada una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  •  In flessione la redditività degli azionisti

Il ROE medio nel 2016 è stato del 12,2%, in flessione rispetto al valore del 2015 (19,7%), che aveva fatto segnare un notevole miglioramento rispetto al valore negativo del 2014, -2,7%.

L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.

  • Conferma il trend positivo il ROI

Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.

Il ROI medio è stato del 8,4% nel 2016, valore più alto sia rispetto al 2015 (5,7%), che al 2014 (2,4%).

  • Ai massimi del triennio  i margini sulle vendite

Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 2,6%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane è 2,6 centesimi. Il valore è il più alto del triennio, infatti è stato del 1,5% nel 2015, e dello 0,7% nel 2014.

Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, attestatosi al 4,0% nel 2014, per poi flettere leggermente al 3,4% nel 2015, ed infine segnare un valore del 4,6% nel 2016.

 

Rischio finanziario in via di miglioramento

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore di 3,9, ancora molto elevato, ma inferiore al 4,0 del 2015 e 4,8 del 2014.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dello 0,3%, anch’essa in miglioramento nel triennio considerato.

 

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