Competitive data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 200 aziende attive nel settore della produzione e rivendita di orologi e gioielleria nel triennio 2015-2016.

 

Ricavi in aumento ma non per tutti

I ricavi complessivi registrano un aumento del 3,3%, con le regioni del Centro che ottengono la crescita maggiore, +12,8%, seguite dalle regioni del Sud e delle Isole con un incremento del +4,8% mentre le regioni del Nord Ovest crescono del 2,6%, chiudono le regioni del Nord Est in flessione del 4,6%.

A livello regionale, tra chi cresce/cala di più, vi sono la Sicilia, che fa segnare una crescita del 37,7%, mentre invece la flessione maggiore spetta alla regione Veneto,  -5,8%.

Ebitda sulle montagne russe

Se l’EBITDA totale cresce ad un buon tasso, +6,3%, tuttavia le differenze tra le varie aree territoriali sono sensibili. L’exploit questa volta lo fanno registrare le regioni del Nord Est, in sensibile aumento del 43,0%, seguite dalle regioni del Nord Ovest in crescita del 1,3%, mentre risultano in controtendenza le regioni del Centro, con una flessione del 6,5%, e le regioni del Sud e delle Isole in diminuzione del 21,5%.

 

Soffrono le piccole

Segmentando le aziende per classi di fatturato otteniamo la crescita maggiore nel cluster superiore ai 30 mio di euro, con +5,2%, non molto distanti seguono le aziende con fatturato compreso tra 10 e 30 mio di euro, +4,4%, sono invece in flessione del 18,5% le aziende con fatturato inferiore a 10 mio di euro.

 

IN AUMENTo gli utili

Il valore cumulato degli utili/perdite per il 2016 è positivo per 197.158.000 euro, incrementato del 28,5% rispetto al valore del 2015 di  153.420.000 euro.

L’utile medio per regione vede la Lombardia segnare il valore più alto, 2.434.000 euro, mentre l’utile medio più piccolo spetta alla regione Marche con 60.000 euro.

L’incidenza dell’utile sul fatturato si attesta al 3,0% nel 2016, in progressione nel triennio, dato che era il 2,4% nel 2014, ed il 2,5% nel 2015.

Nel 2016 diminuiscono le aziende che chiudono l’esercizio in utile, passate dalle 159 del 2015 alle 149 del 2016, mentre quelle in perdita sono incrementate, dalle 39 al 2015 alle 48 del 2016.

 

In flessione gli indici di redditività

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore della produzione e rivendita di orologi e gioielleria una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali. 

  •  Redditività degli azionisti in flessione

Il ROE medio nel 2016 è stato del 6,7%, in flessione sia rispetto al 2015 (era il 9,5%), che al 2014 (8,8%).

L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.

  • ROI in flessione

Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.

Il ROI medio è pari al 11,2% nel 2016, in calo se comparato al 12,5% del 2015.

  • Margini sulle vendite in lieve peggioramento

Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 4,9%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane è 4,9 centesimi. La flessione rispetto al 2015 è tutto sommato contenuta, era il 5,1%.

Segue una dinamica simile L’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, che passa dal 6,6% del 2015 al 6,4% del 2016.

 

RISCHIO FINANZIARIO in peggioramento

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore pari a 2,8, in aumento rispetto al 2,5 del 2015, ed in area di squilibrio finanziario.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata pari al 1,3%, anche qui in aumento rispetto allo 0,9% del 2015.

 

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