Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 210 società di capitali appartenenti al settore della  fornitura di energia elettrica, gas, vapore, per il triennio 2014-2016.

 

RICAVI IN CALO

ricavi complessivi registrano una diminuzione  del 5,7%, con le regioni del Nord Est che ottengono la flessione inferiore (-0,5%), seguite dalle regioni del Centro con un calo del 4,6%, quelle del Nord Ovest con  -8,3%, chiudono le regioni del Sud e  Isole con una flessione pari al -10,2%. A livello regionale la regione Trentino Alto Adige mostra una crescita molto forte, +19,7%, mentre invece la regione Sardegna registra una flessione del -21,3%.

Se guardiamo all’EBITDA lo scenario cambia sensibilmente con le regioni del Sud e Isole che registrano un aumento del 70,3%, seguite dalle regioni del Nord Ovest con una  crescita del 14,3%, mentre rimangono in calo le regioni del Nord Est con -2,1%, e quelle del Centro (-5,7%). Raggruppando le aziende per classi di fatturato otteniamo una crescita maggiore nel cluster di fatturato superiore ai 30 milioni di euro, con +6,4%, seguite da una variazione positiva del 5,6% dalle aziende con fatturato compreso tra 10-30 milioni di euro, sono in leggera crescita (+0,7%) le aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.  

 

CRESCONO GLI UTILI

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2016 è di 133.981.000 euro, con un aumento del 66,6% rispetto al valore del 2015. L’utile medio per regione vede la Lombardia segnare il valore più alto con 3.104.000 euro mentre la regione Piemonte registra una perdita media pari a 1.166.000 euro. L’incidenza degli utili sui ricavi è del 2,0% nel 2016, di poco superiore rispetto all’1,3% del 2015. Nel 2016 aumentano le aziende che chiudono l’esercizio in utile, sono pari a 136, mentre sono 21 quelle che hanno chiuso in perdita. Nel 2015 avevamo 131 aziende in utile, 24 in perdita, ed 2 in pareggio.  

 

GLI INDICI DI REDDITIVITÀ

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore della fornitura di energia elettrica, gas, vapore una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  •  In calo la redditività degli azionisti

Il ROE medio nel 2016 è stato del 2,3%, in flessione rispetto al valore del 2015 (3,0%).

L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.

  • In lieve miglioramento il ROI

Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.

Il ROI medio è stato del 4,3% nel 2016, in lieve aumento rispetto al 4,0% del 2015.

  • Migliorano leggermente i margini sulle vendite

Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 1,1%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane sono 1,1 centesimi. Il valore è il più alto del triennio, infatti è stato dello 0,9% nel 2015, e negativo nel 2014.

Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, passato dal 3,3% del 2015 al 3,4% nel 2016.

 

RISCHIO FINANZIARIO STABILE

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore di 3,7 in tendenziale calo rispetto al 4,0 del 2015 e 4,1 del 2014, il che delinea una situazione in miglioramento, ma siamo ancora in un’area di squilibrio finanziario. L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dello 0,2%, anch’essa in miglioramento  rispetto allo 0,3% del 2015. 

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