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L’industria tessile, della confezione di articoli di abbigliamento, ed in pelle, conta 90.943 aziende, delle quali 29.559 sono società di capitali, e  7.314 risultano in crescita. Se vuoi trovare nuovi clienti nell’industria tessile, della confezione di articoli di abbigliamento, ed in pelle leggi adesso la nostra guida https://www.monitoraitalia.it/come-trovare-nuovi-clienti/

Competitive Data  ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 190 società di capitali appartenenti al settore dell’abbigliamento esterno donna per il triennio 2016-2018.

Nel momento in cui viene scritto questo articolo è in atto la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 in Italia, che ha visto proprio il settore dell’abbigliamento tra quelli più colpiti dal lockdown. Secondo la società McKinsey il 2020 vedrà un calo globale delle vendite di beni di lusso del 35-39% rispetto al 2019, dove abbigliamento e calzature riusciranno a “contenere” la flessione tra il 27-30%.

Nei primi 3 mesi del 2020 la perdita in termini di capitalizzazione di borsa per le aziende del sistema moda è stata del 40%.

Un buon numero di aziende potrebbero finire in bancarotta tra il 2020 ed il 2021, mentre altre tenderanno a fondersi per sopravvivere. Ansietà ed incertezza hanno cambiato gli stili di consumo a svantaggio del consumismo degli eccessi, ed a vantaggio di una maggiore sostenibilità e consapevolezza.

La perdita media di fatturato per l’intero sistema tessile-moda-abbigliamento italiano è stata del -36% nel primo trimestre 2020, pari a 3,5 miliardi di euro, dove le aziende a monte della filiera hanno resistito meglio poiché le loro fabbriche hanno continuato a lavorare, a differenza di chi è a diretto contatto con il mercato, a causa dei negozi obbligati a rimanere chiusi.

La chiusura forzata dei negozi di abbigliamento, e la successiva riapertura ma con tutte le difficoltà del caso in termini di prevenzione e distanziamento sociale, ha accelerato ulteriormente l’integrazione tra canale on line e fisico: Ferragamo ad esempio ha attivato subito uno show room virtuale, mentre sono più che raddoppiate le vendite in live streaming sulla piattaforma e-commerce cinese Taobao, come riportato sul nostro speciale dedicato all’impatto del Covid-19 sull’economia italiana e mondiale https://www.monitoraitalia.it/coronavirus-economia-mondiale-e-italiana-previsioni-e-scenari-futuri/

Stessa strada sta seguendo il gruppo spagnolo Inditex, proprietario dei marchi Zara, Massimo Dutti, Oysho, Stradivarius, Bershka, che potrebbe arrivare a chiudere 1.200 negozi, ma deciso a potenziare le vendite online. Decisione frutto di un primo trimestre 2020 che ha visto calare le vendite dei negozi del 44% (pari a 3,3 mld di euro), e crescere quelle online del 50%

 

RICAVI IN crescita

I ricavi complessivi dell’abbigliamento esterno donna nel 2018 registrano una crescita del +2,2%, con le regioni del Nord Est che ottengono la crescita maggiore, +2,7%, seguite dalle regioni del Nord Ovest con un incremento +2,3%, mentre le regioni del Centro crescono del +0,8%, ed infine le regioni del Sud e delle Isole con il +0,4%.

Fatturato-cumulato-abbigliamento-donna

le classifiche

La classifica delle prime dieci aziende dell’abbigliamento esterno donna per fatturato (civilistico) 2018 vede al primo posto Prada con 1,7 miliardi di euro.

I marchi del fast fashion continuano ad occupare le prime posizioni, con il secondo posto di OVS, ma in calo del -4,0%, ed il quinto posto di Zara Italia che cresce del 2,4% e sfonda il muro del miliardo di euro di ricavi.

Tra le altre aziende è da registrare il +28,9% di Gucci Logistica.

AZIENDA

FATTURATO (€/000)

PRADA S.P.A.

OVS S.P.A.

GIORGIO ARMANI S.P.A.

GUCCI LOGISTICA S.P.A.

ZARA ITALIA S.R.L.

DOLCE & GABBANA S.R.L.

LVMH ITALIA S.P.A.

BENETTON GROUP S.R.L.

G.A. OPERATIONS S.P.A.

INDUSTRIES S.P.A.

1.735.693

 1.458.079

 1.361.336

 1.090.168

 1.024.139

 988.898

 982.619

 956.676

 866.523

 859.309

Il ranking cambia sensibilmente se consideriamo i gruppi, e quindi prendiamo in considerazione i bilanci consolidati.

Gucci (Gruppo Kering) raggiunge la vetta con 8.285 milioni di euro, seguita Prada con 3.142 milioni di euro, ed in terza posizione Giorgio Armani con 2.112 milioni di euro.  Rispetto alla classifica dei fatturati civilistici qui registriamo l’ingresso dei gruppi Max Mara, Salvatore Ferragamo, Valentino, OTB-Only the Brave, la holding che controlla, tra gli altri, il marchio Diesel

GRUPPO

FATTURATO (€/mln)

GUCCI

PRADA

GIORGIO ARMANI

MAX MARA

OVS

OTB

DOLCE & GABBANA

MONCLER-INDUSTRIES

SALVATORE FERRAGAMO

VALENTINO

8.285

3.142

 2.112

 1.640

 1.458

 1.451

 1.424

 1.420

 1.357

 1.233

ebitda

A differenza dei ricavi risultano in flessione i margini, con un EBITDA complessivo che flette del -12,7%, dove però le regioni del Nord Est si mantengono in territorio positivo con una leggera crescita del +0,8%; sono invece in flessione le regioni del Sud e delle Isole  con il -10,1%, le regioni del Nord Ovest con una flessione del -18,9%, ed infine le regioni del Centro con il  -32,8%.

 

in aumento GLI UTILI 

Il 2018 registra utili per 1.428.888.000 euro, in aumento del +11,4% rispetto al 1.282.250.000 euro del 2017. Questo risultato è stato influenzato sensibilmente da Prada S.p.A. che ha riportato maggiori utili per 547 milioni di euro nel 2018.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è stata del 6,9% nel 2018, in miglioramento rispetto al dato del 2017 che registrava una incidenza del 6,3%.

Nel 2018 sono 142 le aziende che chiudono l’esercizio in utile. Tendenza in flessione rispetto al 2017, che registrava 152 aziende in utile.

 

INDICI DI REDDITIVITA’ 

Aggregando i bilanci delle aziende di abbigliamento che realizzano nel settore dell’abbigliamento esterno donna una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci. Il ROE medio nel 2018 è stato pari al 13,6%, in flessione rispetto al 15,2% del 2017.
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato pari al 14,9% nel 2018, in flessione rispetto al 16,5% del 2017.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari al 9,0% nel 2018, in lieve calo rispetto al 9,4% del 2017.

L’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, è passato dall’11,9% del 2017 all’11,6% del 2018.

redditività-abbigliamento-donna

RISCHIO FINANZIARIO IN miglioramento

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”.

Nel 2018 il rapporto di indebitamento, migliora leggermente, passando dal 2,0 del 2017 all’1,8 del 2018. Cresce invece l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, che si porta dallo 0,5% del 2017 allo 0,9% del 2018.

 

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