abbigliamento donna-monitoraitalia

Competitive Data  ha completato  l’analisi dei bilanci delle prime 200 aziende dell’abbigliamento esterno per donna, per il triennio 2015-2017.

 

RICAVI IN LIEVE FLESSIONE

I ricavi complessivi registrano una lieve flessione, -0,1%, tuttavia le regioni di Sud e Isole riescono a crescere del +4,5%, mentre quelle del Centro rimangono stabili; volgono in negativo le regioni del Nord Est con una flessione del -0,3%, e quelle del Nord Ovest in calo del -0,5%.

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EBITDA

L’analisi dell’Ebitda ci riporta un quadro con differenze sensibili tra le varie aree territoriali. L’Ebitda complessivo fa registrare una flessione del -7,2%, dove però le regioni del Nord Est crescono del +23,6%, ed anche quelle del Sud e delle Isole sono in variazione positiva, +7,9%. Il segno cambia radicalmente per le regioni del Nord Ovest, in flessione del -16,0%, ancora più marcata la flessione per le regioni del Centro, -60,1%.

 

classi di fatturato

Raggruppando le prime 200 aziende dell’abbigliamento esterno per donna aziende per classi di fatturato otteniamo una crescita del +1,1% nel cluster delle aziende con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, seguite da una flessione del -0,3% per le aziende con fatturato compreso tra 10 e 50 milioni di euro, mentre flettono del -48,2% le aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.

 

LE prime 10 

Considerando i soli bilanci civilistici le prime considerazioni che emergono sono la conferma dei tassi di crescita delle grandi insegne del fast fashion, con OVS che cresce del +11,9% e Zara Italia del +11,5%, il buon trend del polo del lusso di LVMH Italia (+10,6%), mentre tra le insegne nostrane dell’alta moda è la sola Valentino a far registrare una variazione positiva (+5,1%).

Da notare che il brand Armani è in classifica sia con Giorgio Armani Spa che con G.A. Operations, che si occupa della distribuzione.

  1. OVS S.P.A.                             1.519.453 €/migl.
  2. GIORGIO ARMANI S.P.A.     1.515.896 €/migl.
  3. PRADA S.P.A.                        1.498.554 €/migl.
  4. DOLCE & GABBANA S.R.L. 1.290.306 €/migl.
  5. BENETTON GROUP S.R.L.  1.023.104 €/migl.
  6. ZARA ITALIA S.R.L.                 999.709 €/migl.
  7. LVMH ITALIA S.P.A.                 893.217 €/migl.
  8. VALENTINO S.P.A.                   855.749 €/migl.
  9. G.A. OPERATIONS S.P.A.        847.946 €/migl.
  10. GUCCI LOGISTICA S.P.A.        845.939 €/migl.

Il ranking cambia sensibilmente se consideriamo i gruppi, e quindi prendiamo in considerazione i bilanci consolidati.

Gucci diventa prima con una crescita del +41,9%, ed entrano prepotentemente in classifica OTB-Only the Brave (-6,6%), la holding che controlla, tra gli altri, il marchio Diesel, Ferragamo (-2,3%), ed il Gruppo Max Mara (+10,7%).

  1. GUCCI                         6.211 €/mln
  2. PRADA                        2.741 €/mln
  3. GIORGIO ARMANI     2.337 €/mln
  4. MAX MARA                1.583 €/mln
  5. OVS                             1.519 €/mln
  6. OTB                             1.477 €/mln
  7. FERRAGAMO             1.405 €/mln
  8. DOLCE & GABBANA 1.290 €/mln
  9. BENETTON                1.280 €/mln
  10. VALENTINO               1.225 €/mln

 

AUMENTANO GLI UTILI E LE AZIENDE IN UTILE

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2017 è di 1.266.530.000 euro, cresciuti del 16,7% rispetto al valore del 2016, pari a € 1.085.078.000.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è pari al 6,1% nel 2017, in crescita rispetto all’incidenza del 2016 che era del 5,3%.

Nel 2017 sono 156 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, e 43 quelle in perdita, tendenza in peggioramento rispetto al 2016, che registrava 158 aziende in utile e  40 in perdita.

 

INDICI DI REDDITIVITA’ AI MASSIMI DEL TRIENNIO

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore dell’abbigliamento esterno per donna una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci Il ROE medio nel 2017 è stato del 16,3%, in forte crescita rispetto al valore del 2016 (5,2%).
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato del 14,8% nel 2017, in aumento rispetto al 8,9% del 2016.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i Ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari al 8,6%. Il valore è superiore a quello del 2016 (6,3%).

Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, passato dal 8,8% del 2016 al 11,4% del 2017.

RISCHIO FINANZIARIO IN LIEVE MIGLIORAMENTO

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2017 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore di 2,1, in lieve peggioramento rispetto al 1,6 del 2016.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dello 0,7%, in peggioramento rispetto allo 0,3% del 2016.

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