mangimi-monitoraitalia

Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci dei primi 220 produttori di mangimi ed alimenti per animali in generale, o ad uso zootecnico, per il triennio 2015-2017.

 

RICAVI IN aumento

I ricavi complessivi registrano un aumento del +6,7%, con le regioni del Nord Est che ottengono la crescita maggiore, +11,6%, seguite dalle regioni del Sud e delle Isole in incremento del +6,6%, mentre le regioni del Nord Ovest crescono del +4,7%, ed infine quelle del Centro in flessione  del -4,3%.

A livello regionale la Puglia mostra la crescita più sostenuta, +19,6%, mentre invece la regione Abruzzo registra una sensibile flessione, -16,6%.

fatturato cumulato mangimi

 

EBITDA

Se guardiamo all’EBITDA le differenze tra le varie aree territoriali sono ancora più marcate; il valore complessivo vede l’EBITDA aumentare del +10,9% con le regioni del Nord Est che crescono del +19,9%, quelle del Nord Ovest del +8,1%, seguono le regioni del Sud e delle Isole che segnano una crescita del +6,5%, chiudono le regioni del Centro in flessione del -7,1%.

 

classi di fatturato

Ritorniamo ai ricavi e raggruppiamo le aziende produttrici di mangimi ed alimenti per animali per classi di fatturato: la crescita maggiore avviene nel cluster superiore ai 30 milioni di euro, +7,1%, seguito con una crescita del +4,4% dalle aziende con fatturato compreso tra i 10 ed i 30 milioni di euro, chiudono le aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro, cresciute del +3,7%.

 

AUMENTANO GLI UTILI ma non LE AZIENDE IN UTILE

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2017 è di 125.799.000 euro, in aumento del 12,6% rispetto al valore del 2016 di 111.680.000 euro.

L’utile medio per regione vede il Veneto segnare il valore più alto, pari a 1.198.000 euro, mentre la regione Sardegna registra una perdita media pari a -3.142 euro.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è pari all’1,6% nel 2017, in leggero aumento rispetto all’1,5% del 2016.

Nel 2017 scendono a 196 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, mentre erano 200 nel 2016.

 

INDICI DI REDDITIVITA’ AI MASSIMI DEL TRIENNIO

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore della produzione di mangimi ed alimenti per animali una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci. Il ROE medio nel 2017 è stato del 13,2%, in aumento rispetto al 9,4% del 2016, mentre nel 2015 il ROE era stato dell’ 11,4%.
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato del 9,8% nel 2017, in aumento rispetto al 7,0% del 2016.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i Ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari al 2,3%. Il valore è superiore a quello del 2016 (1,7%).

Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, passato dal 3,2% del 2016 al 3,7% del 2017.

redditività mangimi

RISCHIO FINANZIARIO elevato ma IN LIEVE MIGLIORAMENTO

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2017 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore di 3,9, ancora elevato ma in miglioramento rispetto al 4,3 del 2016.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dello 0,2%, in diminuzione rispetto allo 0,3% del 2016.

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ALLEVAMENTO: L’ANALISI DELLE PRIME 230 AZIENDE AGRICOLE NEL 2018

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Competitive Data ha completato come ogni anno l’analisi dei bilanci delle prime 230 aziende di capitali appartenenti al settore dell’allevamento di animali, per il triennio 2015-2017.

Gli allevamenti di animali, e tutte le relative attività connesse, sono aziende agricole così come individuate dal codice civile, insieme alle attività legate alla silvicoltura ed alla coltivazione del fondo.

 

RICAVI E MARGINI IN CRESCITA

I ricavi cumulati fanno registrare un incremento del +8,7%, dove sono le regioni del Nord Est ad ottenere la performance migliore con una crescita del +9,2%, seguite dalle regioni del Nord Ovest in aumento del +9,0%, quindi le regioni di Sud e Isole con +3,6%, chiudono le regioni del Centro con variazioni positive più contenute, +1,4%.

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LE PRIME 250 AZIENDE LATTIERO CASEARIE NEL 2018

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Competitive Data   ha analizzato i bilanci delle prime 250 aziende del settore lattiero-caseario per il triennio 2015-2017.

 

RICAVI IN AUMENTO, MARGINI IN FLESSIONE

I ricavi cumulati (che includono anche quelli di aziende diversificate in altri settori) segnano un aumento del +8,1%, con una crescita diffusa in tutte le aree territoriali, in primis il Nord Est che, con una crescita del +10,3%, fa registrare la performance migliore. Al secondo posto, non molto distanti, si piazzano le regioni del Sud e Isole, con un incremento del +9,8%, mentre al terzo posto troviamo le regioni del Nord Ovest con una variazione positiva del +7,3%; chiudono la graduatoria le regioni del Centro, +2,1%.

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