carne e salumi

Le industrie alimentari contano 66.601 aziende, delle quali 19.480 sono società di capitali, e  5.962 risultano in crescita. Se vuoi trovare nuovi clienti nelle industrie alimentari leggi adesso la nostra guida https://www.monitoraitalia.it/come-trovare-nuovi-clienti/

Competitive Data  ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 300 società di capitali appartenenti al settore della lavorazione della carne e produzione di salumi per il triennio 2016-2018.

Fanno parte del campione sia aziende specializzate nella lavorazione delle carni, e loro preparazione per successiva rivendita, sotto forma di carni fresche, surgelate, in scatola, ecc., sia le aziende specializzate nella lavorazione di prodotti a base di carne, quali i salumi ad esempio.

La sola produzione di salumi è stimata in 8,1 miliardi di euro nel 2018, in crescita dell’1,3% rispetto al 2017 (fonte Assica)

 

RICAVI stabili

I ricavi cumulati registrano una sostanziale stabilità nel 2018 (+0,1%), con le regioni del Sud e delle isole che ottengono la crescita più elevata, +4,9%, seguite dalle regioni del Nord Ovest invariate, mentre volgono in negativo le regioni del Nord Est con il – 0,2%, e quelle del Centro in flessione del -1,1%.

Fatturato-cumulato-carne-e-salumi

classi di fatturato

Le performance, come abbiamo visto, sono diverse per area territoriale, e la cosa si riflette anche nelle classi di fatturato, dove, ad una crescita del +2,2% delle aziende con fatturato compreso tra 20-50 milioni di euro, fa da contraltare una flessione del -0,2% delle aziende con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, ed un flessione del -2,6% per quelle con fatturato inferiore ai 20 milioni di euro.

Le aziende con fatturato significativo, che hanno fatto registrare la crescita maggiore nel 2018 sono state:

  1. ILCAR, +38,7%;
  2. QUABAS, +34,2%;
  3. BOTTERI CARNI, +30,4%;
  4. CERTOSA SALUMI, +25,5%;
  5. REALBEEF, +24,7%.

 

ebitda

Va un po meglio per i margini, che nel complesso aumentano del +1,5%, dove sono le regioni del Sud e delle Isole a registrare la crescita maggiore, +16,1%, seguite dalle regioni del Centro con il +15,1%, quindi le regioni del Nord Ovest, +8,1%, ed infine le regioni del Nord Est in calo del -3,7%.

 

AUMENTANO GLI UTILI

Nel 2018 sono stati realizzati utili per 232.115.000 euro, in aumento del +14,8% rispetto. Cresce leggermente anche l’incidenza media dell’utile sul fatturato, che si porta dallo 0,8% del 2017 allo 0,9% del 2019.

Sono 267 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, poco meno delle 269 del 2017.

 

INDICI DI REDDITIVITA’ in miglioramento

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore della lavorazione delle carne e produzione di salumi una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci Il ROE medio nel 2018 è pari allo 0,6%, ritornato in territorio positivo dopo il -2,2% del 2017.
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato pari al 2,0% nel 2018, in aumento rispetto allo 0,9% del 2017.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i Ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari allo 0,9% nel 2018, in crescita rispetto allo 0,4% del 2017.

L’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, è passato dal 3,3% del 2017 al 3,7% del 2018.

redditività-carne-e-salumi

RISCHIO FINANZIARIO stabile

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”.

Il rapporto di indebitamento nel 2018 migliora leggermente, e passa dal 3,4 del 2017 al 3,3 del 2018.

Rimane stabile l’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato e pari allo 0,5%.

 

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