Competitive Data  ha completato  l’analisi dei bilanci delle prime 240 aziende cosmetiche, per il triennio 2015-2017.

Fanno parte del campione tutte le aziende operative nella produzione e importazione di cosmetici; da quelle specializzate quali L’Oréal, Kiko, Sodalis, Euroitalia, L.Manetti-H.Roberts & C, a multinazionali ampiamente diversificate in altre produzioni, quali:

  • Procter & Gamble: cura e igiene personale, integratori alimentari,  prodotti per la casa;
  • Unilever: alimenti e bevande, prodotti per la casa, prodotti chimici;
  • Artsana: produzione e distribuzione di prodotti sanitari e per l’infanzia;
  • Johnson & Johnson: farmaci, apparecchiature mediche, prodotti per la cura personale e l’automedicazione;
  • Henkel: prodotti per la casa, adesivi, sigillanti;
  • LVMH, vero e proprio polo del lusso che comprende: alimenti e bevande, abbigliamento, orologi,  gioielli, altro.

Il settore della cosmesi è caratterizzato anche da molte produzioni in conto terzi, che andrebbero considerate singolarmente ed eventualmente eliminate dal campione in base alla metodologia che si voglia adottare, o al perimetro della ricerca.

 

RICAVI IN AUMENTO

Nel considerare i ricavi cumulati si sono omessi quelli di alcune multinazionali sopra citate, che con le loro diversificazioni avrebbero “inquinato” i macro-trend, e generato valori molto più alti (ed irrealistici) per il settore della cosmesi.

I ricavi complessivi registrano una crescita del +4,6%, con le regioni del Nord Ovest che ottengono il valore più alto di crescita, +7,0%, seguite dalle regioni del Nord Est in crescita del +2,2%, mentre risultano in flessione il Centro, -3,1%, e Sud e Isole, -0,4%.

fatturato cumulato cosmesi

 

EBITDA

L’Ebitda complessivo fa registrare una crescita inferiore rispetto ai ricavi totali, +2,6%, dove recuperano in marginalità le regioni del Centro (+10,6%), e Sud e Isole (+1,9%), mentre il Nord Ovest, best performer per i ricavi, cresce del +1,6%, e volge in negativo il Nord Est, -2,5%.

 

le dimensioni contano

Raggruppando le prime 240 aziende cosmetiche per classi di fatturato otteniamo una crescita del +4,9% nel cluster con fatturato superiore ai 30 milioni di euro, seguite da una crescita del +3,6% per le aziende con fatturato compreso tra 10 e 30 milioni di euro, mentre flettono del -0,9% le aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.

 

diminuiscono gli utili

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2017 è di 483.126.000 euro, in calo del 17,9% rispetto al valore del 2016, pari a 588.539.000 euro

L’incidenza dell’utile sul fatturato è pari al 4,2% nel 2017, in calo rispetto al 4,9% del 2016.

Nel 2017 sono 193 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, e 36 in perdita, tendenza in diminuzione rispetto al 2016 che registrava 204 aziende in utile,  e 25 in perdita.

 

INDICI DI REDDITIVITA’ 

Aggregando i bilanci delle aziende cosmetiche che realizzano nel settore una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci Il ROE medio nel 2017 è stato pari al 12,0%, in leggera flessione rispetto al valore del 2016 (13,6%).
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato del 13,1% nel 2017, in flessione rispetto al 14,3% del 2016.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i Ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari al 5,5%, inferiore al 6,1% del 2016.

l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, non sfugge a questo trend ribassista, e passa dal 9,0% del 2016 al 8,6% del 2017

redditività cosmesi

RISCHIO FINANZIARIO IN LIEVE MIGLIORAMENTO

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2017 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore di 2,6, in miglioramento rispetto al 2,8 del 2016.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata nel 2017 pari allo 0,4%, in miglioramento  rispetto allo 0,5% del 2016.

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PROFUMERIA: L’ANALISI DELLE PRIME 500 PROFUMERIE NEL 2018

Competitive Data  ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 500 profumerie per il triennio 2015-2017. Il canale profumeria, detto anche dettaglio specializzato, è il secondo canale di vendita più importante per i prodotti cosmetici, dietro la GDO. L’analisi ha riguardato anche le grandi catene specializzate tra cui Kiko, Tigotà, Limoni, ecc.

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FARMACIA: L’ANALISI DELLE PRIME 445 FARMACIE NEL 2018

Competitive Data  ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 445 farmacie per il triennio 2015-2017. La farmacia, oltre ad essere il canale principale per la vendita di prodotti farmaceutici, è anche il terzo canale per importanza per la vendita di cosmetici, subito dietro le profumerie.

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