fai da te -bricolage-monitoraitalia

Competitive Data ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 160 società di capitali appartenenti al settore del commercio di prodotti per bricolage, o fai da te, per il triennio 2016-2018.

Nella nuova edizione sono stati inclusi nuovi operatori a catena che, pur essendo diversificati nell’elettronica in genere, presentano una gamma discretamente ampia anche nell’utensileria e forniture ed attrezzature per il bricolage.

L’ampliamento del campione considerato ha avuto un impatto sostanziale sui ricavi cumulati.

 

RICAVI e margini in crescita

I ricavi complessivi registrano un incremento del +5,7%, con le regioni del Centro che ottengono la crescita più elevata,  +17,6%, seguite dalle regioni del Nord Est con un incremento del +10,7%, mentre le regioni del Nord Ovest crescono del +3,1%, ed infine le regioni del Sud e Isole con una lieve crescita del +0,3%.

La regione maggiormente performante nel 2018 è stata l’Emilia Romagna, che registra una crescita del +29,3%.

Fatturato-cumulato-commercio-bricolage
variazione percentuale ricavi bricolage per regione

 

classi di fatturato

L’incremento dei ricavi è tutt’altro che equamente distribuito tra le varie classi di fatturato; infatti ad una crescita del +6,8% delle aziende con fatturato superiore ai 30 milioni di euro, fa da contraltare una flessione del -5,0% delle aziende con fatturato compreso tra 10 e 30 milioni di euro.

Chiudono con una sostanziale stabilità le aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.

Le aziende con fatturato significativo, e maggiormente specializzate nel commercio di attrezzature per bricolage, che hanno fatto registrare la crescita maggiore nel 2018 sono state:

  1. BRICOFER ITALIA, +63,9%;
  2. OTTIMAX ITALIA, +43,0%;
  3. GARDEN 2, +30,4%;
  4. MONDOBRICO, +20,6%;

 

ebitda

Se guardiamo all’EBITDA le differenze tra le varie aree territoriali sono ancora più marcate; il valore complessivo vede l’EBITDA aumentare del +6,9%, con le regioni del Nord Est che crescono del +23,8%, quelle del Nord Ovest del +7,8%, mentre volgono in negativo le regioni del Sud e delle Isole con una flessione del -6,8%,  e quelle del Centro con un calo ancora più consistente,  -40,4%.

 

crescono gli utili

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2018 è di 167.262.000 euro, in sensibile incremento, +19,5% rispetto ai 139.996.000 euro del 2017.

Cresce anche l’incidenza dell’utile sul fatturato, che si porta dall’1,5% del 2017 all’1,7% del 2018. Nel 2018 sono 127 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, risultato quasi invariato rispetto alle 126 del 2017.

 

gli INDICI DI REDDITIVITA’ 

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore del commercio di bricolage una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

Gli indicatori di redditività esaminati sono il ROE, il ROI, il ROS, e l’Ebitda/margin.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci. Il ROE medio nel 2018 è stato del 3,9%, in flessione rispetto al 4,7% del 2017.
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato pari al 5,4% nel 2018, anch’esso in flessione rispetto al 6,2% del 2017.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i Ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari all’1,2% nel 2018, non molto distante dall’1,3% del 2017.

 

Segue lo stesso trend anche l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, passato dal 3,6% del 2017 al 3,2% del 2018.

redditività commercio bricolage

RISCHIO FINANZIARIO IN LIEVE MIGLIORAMENTO

Nel 2018 il rapporto di indebitamento, o leverage, segna un lieve miglioramento e si attesta a 3,9, in miglioramento rispetto al 4,2 del 2017.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato si mantiene stabile allo 0,2%.

 

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