aziende farmaceutiche 2020-monitoraitalia

Competitive Data  ha completato l’analisi dei bilanci delle prime 290 aziende farmaceutiche per il triennio 2016-2018. 

Un settore in fermento quello farmaceutico, che ha visto nascere la joint venture sul mercato italiano, nel maggio 2020, tra GSK Consumer Healthcare e Pfizer Consumer Healthcare, quale ulteriore tassello dell’operazione avviata tra i due player già a fine 2018.

La nuova realtà diventa il leader di mercato nel Consumer Healthcare in Italia, ed il primo player mondiale nei farmaci da banco.

Venture capitalist, grandi investitori, e fondi di private equity, data la situazione attuale, sono molto attenti a vaccini, cure, sistemi di controllo, app, telemedicina, non disdegnando di investire anche in startup.

E’ il caso di Hyris, azienda impegnata nella produzione dei test kit per l’analisi di contaminazione ambientale da Covid-19, ed in orbita di iniezioni di capitali da parte dei fondi di venture capital; o Kedrion (partecipata da Fsi e Cdp Equity), impegnata nella sperimentazione di una terapia efficace contro il Covid-19 mediante l’impiego di plasma da convalescenti. Se vuoi saperne di più sull’impatto del coronavirus sull’economia italiana e mondiale leggi adesso il nostro articolo https://www.monitoraitalia.it/coronavirus-economia-mondiale-e-italiana-previsioni-e-scenari-futuri/

Tra le altre operazioni ricordiamo il club deal promosso da Mediobanca che ha investito in Philogen, e l’Opa lanciata dalla giapponese Agc su Molmed.

Com’è facile intuire la commistione tra farmaceutica e biotecnologie è ormai all’ordine del giorno, tanto da poter essere ridenominata bio-farmaceutica.

Sono molte le aziende biotech che lavorano proprio nella ricerca di nuovi farmaci; basti pensare che il 49% delle aziende biotech sono impegnate  in applicazioni per la salute, generandovi ricavi per oltre 9 miliardi di euro (fonte Assobiotec), pari al 75% dei ricavi dell’intero comparto biotech.

La classifica aggiornata delle aziende chimiche e farmaceutiche è disponibile qui https://www.monitoraitalia.it/industria-chimica-e-farmaceutica-le-prime-500-aziende-chimiche-e-farmaceutiche-nel-2020/

 

RICAVI IN crescita

I ricavi cumulati delle prime 290 aziende farmaceutiche registrano un incremento del +3,2% nel 2018, dove sono le regioni del Sud e delle Isole ad ottenere la performance migliore, +11,2%, seguite dalle regioni del Centro con un incremento del +6,8%, quindi le regioni del Nord Ovest con il +1,7%, risultano invece in controtendenza le regioni del Nord Est in lieve flessione del -0,7%.

Fatturato-cumulato-farmaceutica

classi di fatturato

Analizzando la distribuzione dei risultati delle aziende farmaceutiche per classi di fatturato sembrerebbe che grande sia meglio.

Sono le case farmaceutiche con fatturato superiore ai 100 milioni di euro a far segnare la performance migliore, +3,7%, seguite con una crescita del +1,4% dalle aziende con fatturato compreso tra 20 e 100 milioni di euro. Flettono del -1,2% le aziende con fatturato inferiore ai 20 milioni di euro.

 

le classifiche

La classifica delle prime dieci aziende farmaceutiche per fatturato (civilistico) 2018 vede ai primi posti i grandi player internazionali:

AZIENDAFATTURATO 2018 (000 euro)
ELI LILLY ITALIA  SPA2.182.202
SANOFI SPA1.474.927
MERCK SERONO SPA1.321.568
ABBVIE SRL1.205.902
NOVARTIS FARMA SPA1.193.807
CHIESI FARMACEUTICI SPA1.078.773
ROCHE SPA902.776
BAYER SPA860.450
ALFASIGMA SPA840.531
JANSSEN CILAG SPA784.293

Sebbene le aziende nostrane siano quasi assenti dalla classifica generale, lo scenario cambia con i dati consolidati e la ricostruzione dei gruppi di controllo. Ecco i principali gruppi nazionali: 

AZIENDACONS. 2018 (mn euro)
MENARINI3.715
CHIESI1.791
ANGELINI1.642
RECORDATI1.352
BRACCO1.308
ALFASIGMA1.098

Le aziende farmaceutiche che hanno fatto registrare la crescita maggiore nel 2018 sono state:

  1. ISTITUTO GENTILI SRL: +259,2%
  2. AMGEN SRL: +253,4%
  3. NEURAXPHARM ITALY SPA: +120,2%
  4. LUNDBECK PHARMACEUTICALS ITALY SPA: +83,7%
  5. SHIRE ITALIA SPA: +76,3%

La classifica aggiornata delle aziende chimiche e farmaceutiche è disponibile qui https://www.monitoraitalia.it/industria-chimica-e-farmaceutica-le-prime-500-aziende-chimiche-e-farmaceutiche-nel-2020/

 

EBITDA

A differenza dei ricavi il margine operativo lordo complessivo è in calo del -2,1%, dove, questa volta, sono le regioni del Nord Est a primeggiare con una crescita del +17,1%, mentre sono di segno opposto Sud e Isole con il -2,8%, le regioni del Centro con il -3,9%, e quelle del Nord Ovest, -7,2%.

 

aumentano gli utili

Il dato cumulato del 2018 è pari a 3.180.050.000 euro, in crescita del +18,7% rispetto al valore del 2017 di 2.678.520.000 euro.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è pari all’ 8,9% nel 2018, in aumento rispetto al 7,7% del 2017.

Nel 2018 sono 253 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, non molto diverso dalle 254 del 2017.

INDICI DI REDDITIVITA’

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci. Il ROE medio nel 2018 è stato pari al 13,2%, in crescita rispetto all’11,7% del 2017.
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio è stato pari al 10,8% nel 2018, in flessione rispetto all’11,8% del 2017.
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS è stato pari all’8,8% nel 2018, in calo rispetto al 9,3% del 2017.

L’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, è passato dal 13,1% del 2017 al 12,8% del 2018.

redditività-farmaceutica

RISCHIO FINANZIARIO stabile

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”.

Nel 2018 il rapporto di indebitamento, o leverage, rimane stabile a 1,7.

Rimane stabile allo 0,4% anche l’incidenza media degli oneri finanziari.

 

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