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Il settore del commercio effettuato per mezzo di distributori automatici, o vending, conta 4.082 aziende, delle quali 1.351 sono società di capitali, e 547 risultano in crescita. Se vuoi trovare nuovi clienti nel settore leggi adesso la nostra guida https://www.monitoraitalia.it/come-trovare-nuovi-clienti/

Competitive Data  ha analizzato i bilanci delle prime 210 gestioni vending, per il triennio 2015-2017.

 

in crescita ricavi e margini

I ricavi cumulati registrano una crescita del +5,2%, con le regioni del Sud e delle Isole che ottengono la performance migliore, +13,8%, seguite dalle regioni del Centro con un incremento del +5,6%, non molto  distanti dalle regioni del Nord Ovest in crescita del +5,2%, ed infine le regioni del Nord Est con il +2,1%.

ricavi vending-monitoraitalia
variazione ricavi vending-monitoraitalia

 

EBITDA

L’analisi dell’EBITDA ci restituisce un quadro ancora più roseo nel complesso, con una crescita complessiva del +25,6%, non senza qualche sorpresa tra le varie aree territoriali. Questa volta sono le regioni del Centro a far registrare la crescita più elevata, +79,8%, seguite dalle regioni del Nord Ovest con il +48,2%, più distaccate invece le regioni del Sud e Isole con una crescita del +18,9%, mentre risultano in controtendenza le regioni del Nord Est in flessione del -6,5%.

 

classi di fatturato

La crescita maggiore avviene tra le gestioni vending con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro, +9,3%, mentre crescono del +3,5% le aziende con fatturato superiore ai 10 milioni di euro.

 

LE classifiche

le prime 10 del 2017 per fatturato civilistico, in milioni di euro, sono:

  1. IVS ITALIA    269.821
  2. GRUPPO ARGENTA    192.378
  3. LIOMATIC    82.677
  4. GE.S.A.    66.971
  5. SUPERMATIC    54.620
  6. SERIM    51.546
  7. GRUPPO ILLIRIA    50.658
  8. DEDEM    38.708
  9. VENDOMAT    36.634
  10. ORASESTA    32.170

 

Le 5 aziende con la crescita maggiore nel 2017 sono state:

  1. MEDIBREAK    +188,6%
  2. NEW GENERATION    +92,7%
  3. RISTORAZIONE SERVIZI ITALIA    +66,8%
  4. ITALIAN VENDING GROUP    +63,5%
  5. ROMA DISTRIBUZIONE 2003    +61,6%

 

ritornano gli utili

Buone notizie giungono dall’ultima riga di bilancio, che dopo aver accusato perdite per -4.828.000 euro nel 2016, volgono in terreno positivo nel 2017 con utili per 60.847.000 euro.

L’incidenza dell’utile sul fatturato è pari al 3,4% nel 2017.

Nel 2017 sono 188 le aziende che chiudono l’esercizio in utile, e 20 quelle in perdita, tendenza in miglioramento rispetto al 2016 che registrava 174 aziende in utile,  e 35 in perdita.

 

recuperano terreno gli indici di redditivita’

Aggregando i bilanci di un campione di gestioni vending significative, che realizzano nel settore una quota superiore al 50% dei ricavi, si ottiene il bilancio medio settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

  • Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci. Nel 2017 il ROE torna di segno positivo, al 6,2%, dopo aver fatto registrare valore negativi nel precedente biennio (-5,4% nel 2016, e -7,9% nel 2015).
  • Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio nel 2017 è pari al 5,7%, in aumento rispetto al 3,8% del 2016 .
  • Il ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Anche il ROS fa segnare un recupero nel 2017, e chiude l’anno al 5,8%, dopo essere sceso al 3,9% nel 2016.

Segue il medesimo trend l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, che passa dal 11,7% del 2016 al 13,7% del 2017.

redditivita' vending-monitoraitalia

RISCHIO FINANZIARIO elevato ma in MIGLIORAMENTO

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2017 il rapporto di indebitamento è stato di 3,5, ancora in area di squilibrio finanziario, ma in tendenziale miglioramento rispetto al 3,9 del 2016 ed il 4,8 del 2015.

L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato passa dal 3,3% del 2016 al 2,7% del 2017.

 

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CIALDE E CAPSULE PER CAFFÈ NEL 2018

cialde capsule caffe monitoraitalia

Il consumo di cialde e capsule per caffè è pari a 857 milioni di euro nel 2017, con al suo interno l’area di affari famiglie (dettaglio alimentare, porta a porta, boutique, coffee specialist, fax, numero verde, e-commerce aziendale) che cresce del +7,7% a volume. Giocano un ruolo sempre più importante nella crescita del segmento capsule speciali le vendite veicolate attraverso negozi specializzati ed una moltitudine di altre attività non direttamente collegate al caffè. Competitive Data, grazie allo sfruttamento dei big data, ha contato oltre 6.000 attività dedite alla rivendita di cialde e capsule, per oltre 270 codici Ateco coinvolti (scarica il modulo del database da qui negozi cialde e capsule caffè ).

Cresce del +6,1% a volume la vendita di caffè monoporzionato nell’area business, dove Il canale OCS tradizionale flette del -3,8%, le vendite tramite internet crescono del +37,5%, quelle nel canale Horeca crescono del +7,7% .

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L’ANALISI DEL SETTORE CAFFÈ NEL 2018

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Competitive Data ha completato come ogni anno l’analisi dei bilanci delle prime 282 società di capitali appartenenti al settore della torrefazione di caffè, per il triennio 2015-2017.

RICAVI IN CRESCITA,  MARGINI IN SOFFERENZA

I ricavi totali, per un controvalore di 4.792 milioni di euro, registrano una crescita del +2,8%, con le regioni del Sud e delle Isole che ottengono la crescita più elevata, +6,7%, seguite dalle regioni del Centro con un incremento del +3,0%, non molto diverso da quello delle regioni del Nord Est, +2,8%, mentre le regioni del Nord Ovest crescono del +1,8%.

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