164 aziende italiane miliardo

di Giandomenico De Franco

Anche quest’anno abbiamo stilato la classifica delle aziende italiane (non filiali di multinazionali estere) che superano il miliardo di euro di ricavi netti,  come da bilancio civilistico depositato in Italia.

Una prima nota positiva: il loro numero è passato da 147 nel 2016 a 164 nel 2017, sebbene dal campione siano uscite 9 aziende.

I ricavi complessivi sono cresciuti del  12,6%, passati dai 525,9 mld di euro del 2016 ai 592,0 mld di euro del 2017. Il maggior numero di nuovi ingressi sono avvenuti nel manifatturiero, ben 9 aziende. Il comparto che cresce maggiormente è quello petrolchimico, +19,6%.

Le aziende sono state raggruppate all’interno di comparti omogenei per business di provenienza, ed eventuale appartenenza a gruppi integrati; ad esempio i comparti “energia” e ”petrolchimica” includono aziende che si occupano non solo di produzione ma anche di distribuzione, ma le dinamiche settoriali sono tali per cui abbiamo ritenuto non opportuno inserire queste ultime nel comparto del “commercio”.

I comparti che guadagnano quota nel 2017 sono il Petrolchimico, che vede incrementare la sua incidenza sul totale campione dal 13,6% al 14,4%, il Manifatturiero passato dal 18,6% del 2016 al 19,6% del 2017, ed il Finance che arriva ad incidere per il 22,6%, contro un’incidenza del 21,9% nel 2016.

Fanno segnare un calo l’Energetico, passato dal 24,2% del 2016 al 22,4% del 2017, le Telecomunicazioni, da 3,9% a 3,3%, mentre è più lieve la variazione per Costruzioni (da 1,0% a 0,8%), Commercio (da 10,0% a 9,9%), Trasporti (da 5,0% a 4,8%). Rimane invariato all’1,7% il Trattamento Metalli.

aziende italiane miliardo

Analizziamo i singoli comparti.

1° posto: Finance  € 133.769.639.000;  +15,0%

Chi entra: Unicredit Spa, Intesa Sanpaolo Spa, Bper Banca Spa, Banca Popolare di Milano Spa, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking Spa.

Unicredit Spa, Intesa Sanpaolo Spa, Bper Banca Spa, Fideuram Spa, posso essere considerati dei ritorni, più che nuovi ingressi, in quanto nella precedente graduatoria non avevano dati disponibili.

Banca Popolare di Milano Spa è stata fusa per incorporazione in Banco Bpm Spa nel 2018.

Chi esce: Bipiemme Vita Spa, Popolare Vita Spa, Eurovita Assicurazioni Spa, Arca Vita Spa, Società Cattolica di Assicurazione SC.

Popolare Vita Spa ha cambiato ragione sociale in Vera Vita Spa. Eurovita Assicurazioni Spa nel 2018 si è fusa con Ergo Previdenza e Old Mutual Wealth Italy, cambiando la ragione sociale in Eurovita Spa, mentre Società Cattolica di Assicurazione SC ha dati fermi al 2016

Il comparto è caratterizzato da partecipazioni incrociate e Gruppi di controllo, tra cui il:

  • Gruppo Generali (25,7 mld);
  • Gruppo Intesa Sanpaolo (29,6 mld euro);
  • Gruppo Unicredit (21,3 mld euro):
  • Gruppo Unipol (11,5 mld euro)
  • Gruppo Banco BPM (3,9 mld euro).

La struttura dei gruppi non è definitiva e demarcata, ma spesso aziende degli uni si ritrovano negli assetti societari degli altri, come la partecipazione di minoranza che il Gruppo Generali detiene in Monte dei Paschi di Siena, o la partecipazione di minoranza che Intesa Sanpaolo e Assicurazioni Generali, tra le altre, detengono in Società Cattolica di Assicurazione, che a sua volta controlla Lombarda Vita e Vera Vita

Fanno parte del comparto anche due società: Unicredit Services Scpa (2,5 mld euro) ed  Intesa Sanpaolo Group Services Scpa (1,7 mld euro), che, sebbene tecnicamente rientrino in altri settori, quali sviluppo di software ed attività immobiliari, di fatto sono di servizio al core business dei rispettivi Gruppi e concorrono al loro volume d’affari.

 

2° posto: Energia  € 163.356.450.000;  +4,4%

Chi entra: Duferco Energia Spa, Eni Gas e Luce Spa, Iren Energia Spa, Tirreno Power Spa.

Chi esce: Edison Trading Spa, che è stata fusa per incorporazione in Edison Spa, e Snam Spa che non presenta dati al 2017.

E’ un comparto molto eterogeneo dove vi sono aziende che producono e distribuiscono energia di varia natura, ed altre specializzate nella distribuzione, di energia elettrica in primis, ma anche gas e acqua.

Tra i produttori primeggia il Gruppo Enel, che presidia tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, con le società Enel Energia Spa, Enel Trade Spa, Enel Distribuzione Spa, Enel Green Power Spa, Enel Italia Srl, per un fatturato complessivo di 37,0 mld euro.

Tra le aziende di distribuzione figurano aziende specializzate nella distribuzione e grandi multiutilities locali e regionali, quali il Gruppo A2A, presente con due aziende, A2A Spa e A2A Energia Spa, per un fatturato complessivo di 4,3 mld euro, ed il Gruppo Hera  che, con tre aziende, Hera Spa, Hera Trading Spa, Hera Comm Spa, sviluppa un fatturato aggregato di 6,0 mld euro.

L’ingresso nel 2017 di Tirreno Power fa nascere un nuovo gruppo, il Gruppo Sorgenia, che con le due società, Sorgenia Spa e Tirreno Power Spa registra ricavi per 2,5 mld euro.

 

3° posto: Manifatturiero  € 97.754.002.782;  +18,4%

Chi entra: Ferrero Commerciale Italia Srl, Granarolo Spa, Automobili Lamborghini Spa, Luxottica Srl, Chiesi Farmaceutici Spa, De’ Longhi Appliances Srl, Leonardo Spa, Marcegaglia Specialties Spa, Prysmian Spa.

Chi esce: Danieli & C. Officine Meccaniche Spa, Casillo Commodities Italia Spa.

E’ il comparto più eterogeneo di tutti, dove la fa da padrona l’industria automotive ed il suo indotto, capeggiata da FCA Italy Spa (28,6 mld euro).

Se consideriamo il Gruppo FCA nel suo complesso, inserendo nel giro d’affari le società controllate direttamente ed indirettamente (Iveco Spa, Maserati Spa, Magneti Marelli Spa, ecc.),  il fatturato sviluppato all’interno del comparto dal Gruppo FCA è di 52,2 mld euro. Magneti Marelli Spa è stata ceduta nel 2019 al Gruppo Calsonic Kansei.

La seconda rappresentanza più importante è quella che fa capo all’industria degli alimenti e bevande, che sviluppa un fatturato aggregato di 17,0 mld euro, capeggiata anche quest’anno dal produttore di carni AIA – Agricola Italiana Alimentare Spa (3,4 mld euro).

Un’altra eccellenza italiana, che afferisce ai mercati della moda-abbigliamento-lusso, racchiude un gruppo di aziende che nel totale fattura  11,3 mld euro, capeggiate da Luxottica Group (2,9 mld euro).

Tra le altre aziende del comparto vi sono Leonardo Spa (7,8 mld euro),  Fincantieri Spa (2,7 mld euro), Pirelli Tyre Spa (3,2 mld euro), STMicroelectronics Srl (1,6 mld euro).

 

4° posto: Petrolchimica  € 85.239.879.000;  +19,6%

Chi entra: Alpha Trading Spa.

Il petrolchimico, per sua natura, ha molti “sconfinamenti” sia nel comparto energetico che in quello del commercio, ed al suo interno presenta attori più o meno integrati all’interno della filiera produttiva: da Saras Spa (7,8 mld euro) che si occupa della raffinazione, e produce anche energia elettrica, al Gruppo Eni che svolge tutte le attività, dalla ricerca e perforazione, alla raffinazione, alla distribuzione. 

Il Gruppo Eni, attraverso le società Eni Spa, Eni Trading & Shipping Spa, Versalis Spa, Saipem Spa, raggiunge un fatturato aggregato di 64,7 mld euro. Le attività  del  Gruppo Eni comprendono anche la produzione, acquisto, e vendita di gas ed energia elettrica.

Il secondo Gruppo presente nel comparto è quello che fa capo ad Api, con Api Anonima Petroli Italiana Spa (2,3 mld euro), e Italiana Petroli Spa (7,8 mld euro).

 

5° posto: Commercio  € 58.373.880.000;  +11,3%

Chi entra: Iris Mobili Srl, MD Spa, Nova Coop SC, Alì Spa.

Il comparto del commercio vede il predominio delle aziende attive nella DO-GDO alimentare, che nel loro complesso fatturano 42,1 mld euro. All’interno del raggruppamento è Esselunga Spa ad avere il fatturato più elevato (7,5 mld euro), ma se consideriamo unitariamente le varie Coop, il Gruppo che ne deriva sviluppa un fatturato aggregato pari a 11,7 mld euro (al netto dell’insegna Conad).

Nel comparto sono presenti anche aziende specializzate nella distribuzione di elettrodomestici quali Unieuro Spa (1,8 mld euro), nella distribuzione per l’Ho.Re.Ca. Come Marr Spa (1,5 mld euro), e nella distribuzione di farmaci (Comifar Distribuzione Spa con 2,2 mld euro) .

 

6° posto: Trasporti  € 28.636.885.000;  +9,7%

Chi entra: Italia Marittima Spa, Anas Spa.

Il comparto trasporti sebbene non molto numeroso è però molto eterogeneo, e riguarda:

  • attività di trasporto di persone e/o oggetti via terra, mare, aria, come ad esempio Trenitalia Spa (5,1 mld euro), Costa Crociere Spa (3,7 mld euro), Italia Marittima Spa (1,2 mld euro), Brt Spa (1,4 mld euro);
  • gestione di infrastrutture, come Autostrade per l’Italia Spa (3,7 mld euro), Anas Spa (2,1 mld euro);
  • attività miste, Poste Italiane con 8,1 mld euro.

 

7° posto: Telecomunicazioni  € 19.218.077.000;  -7,2%

Chi esce: Fastweb Spa.

Nel comparto figurano operatori delle telecomunicazioni  come Tim Spa con 14,1 mld euro, e della televisione come Rai Spa con 2,4 mld euro.

 

8° posto:  Trattamento Metalli  € 9.854.658.000;  +7,3%

Chi entra: Ferriere Nord Spa, Carlo Colombo Spa.

Il comparto è suddiviso in due gruppi, il primo è composto da aziende attive nella produzione e trasformazione dell’acciaio, dove la prima è Acciaieria Arvedi Spa  con 2,1 mld euro. Il secondo gruppo è composto da due aziende che trasformano e recuperano metalli preziosi, Chimet Spa (2,1 mld euro) ed Italpreziosi Spa (1,9 mld euro).

 

9° posto: Costruzioni  € 4.720.267.000;  -6,6%

Del comparto fanno parte Salini Impregilo Spa (2,8 mld euro) e Astaldi Spa (1,9 mld euro).

 

10° posto: Altri Servizi  € 2.732.468.000

Il Gruppo Altri Servizi è stato costituito per la prima volta a partire da questa edizione della classifica, e resosi necessario con l’ingresso nel ranking di GI Group Spa (1,1 mld euro), e lo spostamento di Publitalia 80 Spa (1,7 mld euro) dal comparto delle Telecomunicazioni.

L’elenco completo delle aziende italiane che superano il miliardo di euro di ricavi si può scaricare al seguente link https://www.monitoraitalia.it/wp-content/uploads/2019/09/164-aziende-italiane-miliardo.pdf