Le aziende produttrici di alimenti e bevande in Italia sono 60.899, delle quali 21.352 sono società di capitali e 15.732 risultano in crescita. Se vuoi trovare nuovi clienti, in Italia e nel resto del mondo, tra le aziende produttrici di alimenti e bevande leggi adesso la nostra guida qui.
Nel 2025, l’industria alimentare italiana ha raggiunto un fatturato complessivo di 204 miliardi di euro, registrando una crescita del +3,6% rispetto al 2024. Questo incremento è stato sostenuto da un trend solido della produzione industriale (+1,6%) e, soprattutto, da un export estremamente dinamico (+4,2%), che ha spinto il valore complessivo delle vendite all’estero della filiera agroalimentare alla cifra storica di 72,5 miliardi di euro nell’intero anno 2025 (SACE).
L’intero sistema agroalimentare allargato — che include l’agricoltura, la trasformazione industriale, la distribuzione e la ristorazione — pesa circa il 15% del PIL nazionale (ISMEA). Il valore aggiunto della sola fase industriale (trasformazione di alimenti e bevande) sfiora i 38 miliardi di euro posizionando stabilmente l’Italia al terzo posto nell’Unione Europea, dietro a Germania e Francia.
L’andamento del 2026 mostra un consolidamento di questa crescita. La domanda interna, pur risentendo di una parziale rimodulazione dei panieri d’acquisto a causa della coda inflazionistica degli anni precedenti, si è stabilizzata a volume, mentre i mercati internazionali (con particolare focus su Stati Uniti e i mercati emergenti dell’Asia) continuano a trainare il valore della produzione.
MACRO TREND E LEVE STRATEGICHE
Transizione Tecnologica, AI e Startup Economy
La digitalizzazione ha smesso di essere un elemento accessorio. Gli investimenti in startup del segmento AgriFoodTech in Italia hanno superato i 120 milioni di euro nel 2025, segnando un incremento del +18% rispetto al 2024.
Le aziende leader utilizzano l’Intelligenza Artificiale principalmente per:
- l’ottimizzazione predittiva della supply chain (gestione delle scorte e riduzione degli sprechi);
- la riformulazione rapida delle ricette nei laboratori di ricerca e sviluppo;
- la tracciabilità avanzata delle materie prime a garanzia dell’autenticità contro il fenomeno dell’Italian Sounding.
Sostenibilità Strutturale e Regolamentazione PPWR
L’entrata in vigore e l’adeguamento progressivo al regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation) ha obbligato le aziende a pesanti investimenti in ecodesign. L’attenzione si è spostata dalla semplice riciclabilità alla riduzione del peso del packaging alla fonte e all’adozione di soluzioni monomateriale o compostabili.
Salutismo Funzionale e Premiumizzazione Selettiva
Il consumatore italiano manifesta una preferenza crescente per alimenti a forte valenza salutistica (prodotti “free-from”, a basso contenuto di zuccheri, ricchi di proteine vegetali) senza tuttavia rinunciare alla gratificazione organolettica.
Si assiste al fenomeno della “premiumizzazione selettiva”: si acquista meno in volume in alcune categorie mature, ma si sceglie un valore unitario più alto (es. DOP, IGP, tracciabilità totale). L’Italia mantiene la leadership mondiale nei prodotti certificati, con circa 900 indicazioni geografiche che generano un fatturato alla produzione di circa 21 miliardi di euro (ISMEA/CSQA).
ANALISI VERTICALE PER SETTORI/COMPARTI
L’industria alimentare italiana è caratterizzata da una forte eterogeneità interna. Di seguito si analizzano le dinamiche competitive, i dati a valore/volume e i player di riferimento per i principali segmenti.
- Lattiero-Caseario
È uno dei comparti più rilevanti per fatturato e valore aggiunto all’interno dell’industria alimentare italiana.
Il mercato delle DOP casearie traina l’intero settore. All’interno dei 21 miliardi generati dal comparto delle “Indicazioni Geografiche” nazionale, i formaggi rappresentano la quota principale con 5,9 miliardi di euro di valore all’origine.
Si registra una crescita della domanda di formaggi duri da esportazione, mentre sul mercato interno tengono le referenze ad alto contenuto proteico (es. fiocchi di latte, skyr) e i formaggi freschi free-from (delattosati).
Nel 2026 il comparto dovrebbe continuare a beneficiare della crescita dei prodotti proteici, senza lattosio e ad alto contenuto di servizio. Le criticità principali riguardano il costo del latte, l’energia e la pressione ambientale sugli allevamenti.
- Carni e Salumi
Il comparto delle carni e salumi vive una fase di profonda ristrutturazione dei margini a causa dell’incremento dei costi dei mangimi e delle normative stringenti sulla biosicurezza (es. gestione della peste suina africana).
I salumi DOP e IGP valgono circa 2,2 miliardi di euro alla produzione. Il mercato interno mostra una polarizzazione: contrazione dei volumi sui tagli freschi di carne bovina a favore delle carni avicole (per ragioni di costo e percepito salutistico).
Nei salumi, cresce il segmento dei preaffettati in vaschetta, a scapito del banco taglio, per esigenze di praticità e porzionatura.
- Prodotti da Forno e Dolciario
Comparto ad altissimo valore aggiunto, fortemente legato alle dinamiche dei consumi domestici e alla stagionalità delle ricorrenze.
I prodotti da forno mantengono una quota stabile del carrello della spesa; nel 2025-2026 i driver di crescita sono stati i biscotti salutistici/integrali e i prodotti sostitutivi del pane (cracker, grissini, piadine). Il mercato dolciario vive la sfida dell’approvvigionamento delle materie prime critiche (es. record del prezzo del cacao sui mercati internazionali nel 2025).
I prodotti da forno e dolciari stanno cambiando natura: non è più soltanto un mercato di prodotti tradizionali, ma un laboratorio di innovazione su ingredienti, nutrizione e occasioni di consumo. Crescono le linee ad alto contenuto proteico, i prodotti con meno zuccheri, le referenze “free from” e gli snack dolci o salati pensati per il consumo fuori casa.
Nel 2024 le vendite di dolci confezionati biologici nella GDO erano stimate sopra i 30 milioni di euro, anche se in calo del 5,3% rispetto al 2023, segnalando che il biologico da solo non basta più: il consumatore cerca un mix di salute, gusto e prezzo sostenibile.
- Vini e Spumanti
Il settore vinicolo rappresenta la punta di diamante dell’export agroalimentare, pur affrontando un cambio strutturale dei consumi globali.
All’interno del paniere dei prodotti di qualità certificata DOP e IGP, il vino esprime un valore di 11 miliardi di euro, mostrandosi stabile a valore ma evidenziando una contrazione dei volumi sui rossi tradizionali (ISMEA/CSQA). La vera forza commerciale è rappresentata dagli spumanti, trainati dal fenomeno globale del Prosecco.
Le esportazioni complessive di vino, pur registrando lievi flessioni congiunturali in alcuni mercati storici, vedono una forte ripresa nel biennio 2025-2026 grazie alla penetrazione nei mercati asiatici.
Nel 2025 l’export italiano di vino ha raggiunto un valore di 8,1 miliardi di euro, registrando una crescita del +5,5% rispetto al 2024. L’Italia si conferma inoltre il primo esportatore mondiale di vino a volume, con oltre 2,1 miliardi di litri esportati, mantenendo una posizione di leadership davanti a Spagna e Francia.
Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Germania rimangono i principali mercati di destinazione, ma si osserva una crescente domanda anche in Canada, Giappone e Corea del Sud.
- Pasta e Primi Piatti
La pasta è il prodotto simbolo del Made in Italy, caratterizzato da un mercato interno maturo ma da tassi di crescita continui all’estero.
Nel 2025 le esportazioni italiane di pasta hanno raggiunto 2,46 milioni di tonnellate, per un valore di circa 3,97 miliardi di euro, con una crescita del +2,1% in volume rispetto al 2024 (Unione Italiana Food).
Il dato conferma la leadership strutturale dell’Italia. Già nel 2024, secondo Eurostat, l’Italia rappresentava il 77% delle esportazioni europee di pasta, con 2,2 milioni di tonnellate esportate.
La dinamica dei prezzi del grano duro ha imposto una forte attenzione sulla marginalità. Il trend principale è la segmentazione premium: linee prodotte esclusivamente con grano 100% italiano, trafilatura al bronzo e processi di essiccazione lenta.
La pasta secca tradizionale rallenta leggermente a volume in Italia, compensata dalla crescita a doppia cifra delle paste speciali (senza glutine, alternative a base di legumi) e della pasta fresca ripiena.
- Olio d’Oliva
Il comparto oleario ha attraversato una fase di estrema complessità sul fronte dell’offerta a causa delle campagne di raccolta penalizzate dal cambiamento climatico nel bacino del Mediterraneo.
La scarsità di materia prima ha spinto i prezzi medi dell’olio extravergine d’oliva (EVO) a livelli storicamente elevati nel 2024 e nel 2025. Nel 2026 SACE evidenzia una flessione complessiva dei volumi esportati di olio d’oliva a causa della contrazione dell’offerta, compensata parzialmente dalla crescita del valore monetario delle vendite.
Il consumatore è diventato molto più selettivo, riducendo gli sprechi nell’uso domestico del prodotto.
- Caffè
L’Italia detiene una leadership tecnologica e culturale nella torrefazione del caffè, con un modello di consumo interno radicato ma in evoluzione.
Secondo l’ultimo report di Competitive Data, nel 2024 le vendite di caffè torrefatto hanno fatto registrare una flessione del -1,1%, passate dalle 210.570 tonnellate del 2023 alle 208.250 tonnellate del 2024.
Al loro interno:
- il canale Famiglie fa registrare una flessione del -0,7% influenzato da un altro calo del caffè macinato parzialmente controbilanciato dalla crescita del caffè monoporzionato;
- il vending in grani subisce una flessione del -1,8%, e l’OCS tradizionale+e-commerce flettono del -3,6%;
- Il canale Ho.Re.Ca. registra una flessione del -2,3% per il solo grani, e del +4,0% per il monoporzionato.
Le esportazioni sono cresciute del +8,9% a valore nel 2024, grazie soprattutto all’aumento dei listini (le vendite a volume sono cresciute del +1,4%). I principali mercati d’esportazione sono Germania, Francia, Polonia, USA.
Il calcolo del potenziale dei mercati esteri più attrattivi per il caffè italiano realizzato da Competitive Data, che tiene in considerazione numerose variabili, vede ancora prevalere il Vecchio Continente con 5 Paesi e, nonostante la questione dazi, gli USA rimangono nelle prime posizioni; ma è da evidenziare soprattutto l’ingresso tra i primi dieci posti di ben tree Paesi dell’area Asia-Pacifico.
Se poi guardiamo ai 7 anni successivi sono cinque i Paesi dell’area Asia-Pacifico ad entrare nella classifica delle top 10 per potenziale.
La minaccia competitiva più importante per il settore è l’aumento dei costi della materia prima (Robusta e Arabica), che ha vissuto un vero e proprio rally rialzista da record nel biennio 2024-2025, per concedere un po’ di respiro solo a partire dal 2026.
I trend più importanti per il settore del Caffè in Italia sono lo spostamento dei consumi dal tradizionale caffè macinato al caffè monoporzionato (Competitive Data – Cialde e Capsule per Caffè), ed erosione dei consumi del caffè al bar in favore di maggiori consumi domestici (Competitive Data – Caffè nel Canale Ho. Re.Ca.).
Sul fronte competitivo si assiste ad un processo di fusioni, acquisizioni, e riassetti societari, facilitati dalla necessità di fronteggiare dinamiche di mercato sempre più complesse e sfidanti.
- Acque Minerali e Bevande Analcoliche
L’Italia è uno dei maggiori consumatori pro-capite al mondo di acqua minerale, sostenendo un’industria del packaging e della logistica imponente.
Secondo i dati di Mineracqua, il consumo pro capite supera i 240 litri annui, uno dei livelli più elevati al mondo. La produzione nazionale si attesta stabilmente intorno ai 16 miliardi di litri all’anno, generando un fatturato complessivo superiore a 3 miliardi di euro.
Nel comparto delle acque minerali, la sostenibilità del packaging è il terreno di scontro competitivo principale, con l’introduzione massiccia di bottiglie in R-PET (PET riciclato) al 100% e la riduzione del peso dei tappi tethered (vincolati alla bottiglia) richiesti dalle norme UE.
Secondo l’ultimo report CSI-Acque Minerali e Soft Drink di Competitive Data l’Ebitda margin medio del settore Acque Minerali è passato dal 14,5% del 2023 al 14,1% del 2024.
Dal punto di vista della domanda, si osserva una crescente segmentazione del mercato. Accanto alle tradizionali acque naturali e frizzanti stanno acquisendo rilevanza prodotti premium, acque funzionali arricchite con minerali, vitamine o ingredienti salutistici e referenze destinate al canale horeca di fascia alta. Questa tendenza sta contribuendo a incrementare il valore medio del mercato, compensando la sostanziale stabilità dei volumi consumati.
Nelle bevande analcoliche tradizionali (bibite gassate, succhi di frutta), si registra una contrazione strutturale delle varianti zuccherate a favore delle versioni “Zero Zuccheri”.
Secondo Assobibe, il valore complessivo del mercato italiano delle bevande analcoliche supera i 4,5 miliardi di euro, mentre i volumi di vendita si collocano intorno ai 5 miliardi di litri annui.
Tuttavia, la crescita non è omogenea tra le diverse categorie. I soft drink tradizionali mostrano una dinamica relativamente stagnante nei mercati maturi, mentre energy drink, bevande funzionali e prodotti low sugar continuano a registrare tassi di crescita significativamente superiori alla media.
Secondo l’ultimo report CSI-Acque Minerali e Soft Drink di Competitive Data l’Ebitda margin medio del settore Bevande Analcoliche è passato dal 5,9% del 2023 al 7,1% del 2024.
Uno dei trend più rilevanti riguarda la progressiva riduzione del contenuto zuccherino. Negli ultimi dieci anni le aziende hanno investito massicciamente nella riformulazione dei prodotti
- Birra
Il mercato della birra in Italia ha vissuto negli ultimi dieci anni una rivoluzione culturale, consolidatasi nel biennio 2025-2026.
Secondo il rapporto annuale di Assobirra, nel 2024 il mercato italiano della birra ha registrato consumi pari a circa 21,5 milioni di ettolitri, sostanzialmente in linea con i livelli pre-pandemici. Il consumo pro capite si è attestato intorno ai 36-37 litri annui, un valore ancora significativamente inferiore rispetto ai principali mercati europei come Germania, Repubblica Ceca o Regno Unito, evidenziando un potenziale di crescita ancora presente nel lungo periodo.
Dal punto di vista economico, la filiera brassicola genera un impatto complessivo superiore a 10 miliardi di euro e contribuisce in maniera significativa all’occupazione nazionale, coinvolgendo agricoltura, produzione industriale, distribuzione, horeca e turismo. La birra rappresenta inoltre una delle categorie più importanti per il canale fuori casa, che continua a generare una quota rilevante dei consumi complessivi.
Uno dei trend più rilevanti riguarda la progressiva premiumizzazione del mercato. I consumatori mostrano una crescente disponibilità a pagare prezzi più elevati per prodotti caratterizzati da qualità superiore, ingredienti distintivi, origine locale e processi produttivi artigianali. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle IPA, nelle birre speciali, nelle birre rifermentate in bottiglia e nelle produzioni legate al territorio. La ricerca di esperienze di consumo più sofisticate sta inoltre favorendo lo sviluppo di collaborazioni tra birrifici, ristorazione di qualità e turismo enogastronomico.
Un secondo trend di forte interesse riguarda la crescita delle birre analcoliche e low alcohol. Sebbene il segmento rappresenti ancora una quota limitata del mercato italiano rispetto ai Paesi del Nord Europa, la domanda sta aumentando rapidamente. Secondo i dati di Assobirra, il comparto delle birre con gradazione ridotta o nulla è tra quelli che registrano i più elevati tassi di crescita all’interno della categoria, sostenuto dalla diffusione di stili di vita più salutari e dall’attenzione verso il consumo responsabile.
Dal punto di vista industriale, il settore continua a confrontarsi con alcune criticità strutturali. La volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, in particolare orzo e luppolo, ha esercitato una forte pressione sui margini negli ultimi anni. A ciò si aggiungono l’aumento dei costi energetici e logistici, che incidono significativamente sui costi di produzione e distribuzione. Le imprese stanno rispondendo attraverso investimenti in efficientamento energetico, riduzione dei consumi idrici e sviluppo di packaging più sostenibili.
- Lavorazione Frutta, Ortaggi e Pesce (Conserve)
I comparti conservieri rappresentano la capacità dell’industria italiana di stabilizzare la produzione agricola e ittica, garantendone la shelf-life.
Nella trasformazione ortofrutticola, le conserve di pomodoro (passate, pelati, polpe) rappresentano un asset strategico per l’export verso Europa e Nord America. Nei mercati all’ingrosso nazionali, la rete muove oltre 11 miliardi di euro di fatturato complessivo, l’80% del quale concentrato proprio nel comparto ortofrutticolo (Italmercati-ISMEA).
Il trend principale è la ricerca di prodotti pratici ma percepiti come naturali. Il consumatore vuole ridurre il tempo di preparazione senza rinunciare a qualità, origine e sicurezza. Per questo crescono le soluzioni pronte, i surgelati vegetali, le zuppe refrigerate e i prodotti a base vegetale con liste ingredienti semplici. Nel 2026 la competitività del comparto dipenderà dalla capacità di gestire costo dell’energia, packaging, acqua e stagionalità agricola.
Il comparto ittico italiano è caratterizzato da una forte dipendenza dall’importazione di materia prima, ma presenta buone opportunità nella trasformazione industriale. Il trend più rilevante riguarda i prodotti ad alto contenuto di servizio: surgelati premium, conserve di qualità, preparazioni pronte e referenze porzionate.
La domanda è sostenuta dall’associazione tra pesce, salute e dieta equilibrata. Tuttavia il settore deve gestire tre criticità strutturali: sostenibilità delle risorse marine, tracciabilità della filiera e incremento dei costi logistici. Nel 2026 le aziende più competitive saranno quelle capaci di garantire origine certificata, packaging efficiente e formati adatti al consumo domestico rapido.
la classifica delle prime 300 aziende alimentari
Competitive Data ha analizzato le prime 300 aziende alimentari italiane per il triennio 2022-2024.
I settori a cui appartengono le aziende sono:
- Produzione di carne non di volatili e di prodotti della macellazione (attività dei mattatoi)
- Produzione di carne di volatili e prodotti della loro macellazione (attività dei mattatoi)
- Produzione di prodotti a base di carne (inclusa la carne di volatili)
- Lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi
- Lavorazione e conservazione delle patate
- Produzione di succhi di frutta e di ortaggi
- Lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi
- Produzione di olio di oliva da olive prevalentemente non di produzione propria
- Produzione di olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi prevalentemente non di produzione propria
- Produzione di oli e grassi animali grezzi o raffinati
- Produzione di margarina e di grassi commestibili simili
- Trattamento igienico del latte
- Produzione dei derivati del latte
- Produzione di gelati senza vendita diretta al pubblico
- Molitura del frumento
- Molitura di altri cereali
- Lavorazione del riso
- Altre lavorazioni di semi e granaglie
- Produzione di amidi e di prodotti amidacei
- Produzione di prodotti di panetteria freschi
- Produzione di pasticceria fresca
- Produzione di fette biscottate
- Produzione di biscotti
- Prodotti di pasticceria conservati
- Produzione di paste alimentari
- Produzione di cuscus e di prodotti farinacei simili
- Produzione di zucchero
- Produzione di cacao in polvere
- Produzione di cioccolato
- Produzione di caramelle e confetterie
- Lavorazione del caffè
- Lavorazione del tè e di altri preparati per infusi
- Produzione di condimenti e spezie
- Produzione di piatti pronti a base di carne e pollame
- Produzione di piatti pronti a base di pesce
- Produzione di piatti pronti a base di ortaggi
- Produzione di pizza confezionata
- Produzione di piatti pronti a base di pasta
- Produzione di pasti e piatti pronti di altri prodotti alimentari
- Produzione di preparati omogeneizzati
- Produzione di alimenti dietetici
- Produzione di estratti e succhi di carne
- Produzione di altri prodotti alimentari
- Produzione di mangimi per l’alimentazione degli animali da allevamento
- Produzione di prodotti per l’alimentazione degli animali da compagnia
- Distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici
- Produzione di vini da tavola
- Produzione di vino spumante e altri vini speciali
- Produzione di sidro e di altri vini a base di frutta
- Produzione di altre bevande fermentate non distillate
- Produzione di birra
- Produzione di malto
- Industria delle bibite analcoliche
- Industria delle acque minerali e di altre acque in bottiglia
La classifica delle prime 300 aziende alimentari italiane è stata redatta in ordine decrescente di valore della produzione 2024, e riporta anche la variazione percentuale con il 2023.
Ecco i risultati.
Classifica prime 300 aziende alimenti e bevande
| RAGIONE SOCIALE | VP 2024 (000 eur) | VAR. 24/23 (%) |
|---|---|---|
| A.I.A. – AGRICOLA ITALIANA ALIMENTARE – S.P.A. | 4.470.036 | -7,2% |
| AGRICOLA TRE VALLI – SOCIETA COOPERATIVA | 2.851.746 | -3,0% |
| BARILLA G. E R. FRATELLI – SOCIETA PER AZIONI | 2.836.297 | -19,9% |
| LUIGI LAVAZZA – SOCIETA PER AZIONI | 2.130.262 | -1,2% |
| GESCO SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 2.115.290 | -6,1% |
| FERRERO COMMERCIALE ITALIA S.R.L. | 1.865.576 | 4,9% |
| INALCA SOCIETA PER AZIONI | 1.768.314 | 6,7% |
| COCA-COLA HBC ITALIA S.R.L. | 1.379.064 | 4,0% |
| CASILLO SOCIETA PER AZIONI | 1.352.865 | 69,2% |
| CEREAL DOCKS S.P.A. | 1.297.321 | -3,3% |
| GRANAROLO S.P.A. | 1.259.916 | 4,4% |
| SANPELLEGRINO S.P.A. | 1.215.079 | 1,7% |
| EGIDIO GALBANI S.R.L. | 1.138.951 | 0,1% |
| BUNGE ITALIA S.P.A. | 1.121.924 | -11,3% |
| PARMALAT S.P.A. | 1.082.158 | -2,0% |
| DAVIDE CAMPARI-MILANO N.V. | 1.075.900 | 3,4% |
| MONDELEZ ITALIA S.R.L. | 1.009.879 | 3,3% |
| EUROVO SRL | 933.895 | -5,3% |
| FERRERO INDUSTRIALE ITALIA S.R.L. | 929.419 | 6,9% |
| NESTLE ITALIANA S.P.A. | 916.121 | -8,6% |
| SALUMIFICI GRANTERRE S.P.A. | 899.476 | 0,3% |
| UNIGRA S.P.A. | 844.848 | -16,3% |
| HEINEKEN ITALIA SPA | 838.439 | -2,0% |
| CASEIFICI GRANTERRE SPA | 837.687 | 14,4% |
| ZANETTI S.P.A. | 806.647 | 13,9% |
| AVI.COOP SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 787.482 | -6,0% |
| BOLTON FOOD S.P.A. | 750.496 | -20,9% |
| LA DORIA S.P.A. | 734.428 | -11,4% |
| CASA OLEARIA ITALIANA S.P.A. | 725.528 | 44,0% |
| CONSERVE ITALIA SOC.COOP. AGRICOLA . | 725.309 | -16,0% |
| CARGILL S.R.L. | 724.933 | -4,5% |
| LINDT & SPRUNGLI S.P.A. | 699.807 | -7,8% |
| IRCA S.P.A. | 695.015 | 49,8% |
| PASTIFICIO RANA S.P.A. | 693.749 | 7,9% |
| PERFETTI VAN MELLE S.P.A. | 674.842 | 1,5% |
| COLLA S.P.A. | 672.601 | 20,5% |
| MARTINI & ROSSI – S.P.A. | 671.588 | -5,5% |
| MUTTI SOCIETA PER AZIONI | 667.686 | 9,7% |
| F.LLI DE CECCO DI FILIPPO FARA SAN MARTINO S.P.A. | 652.390 | 2,1% |
| BIRRA PERONI S.R.L. | 613.773 | 2,1% |
| VOG – CONS. COOP. ORTOFRUTTICOLE ALTO ADIGE SCA | 580.942 | 36,1% |
| SALUMIFICIO FRATELLI BERETTA S.P.A. | 579.900 | 9,4% |
| MARTINI ALIMENTARE S.R.L. | 569.311 | 2,3% |
| GRANLATTE SCARL | 560.104 | 1,9% |
| ILLYCAFFE S.P.A. | 550.291 | 6,9% |
| SEDAMYL SBE S.R.L. | 545.335 | -18,4% |
| STERILGARDA ALIMENTI S.P.A. | 540.971 | -0,3% |
| MARTINI S.P.A. | 534.085 | -6,1% |
| MONGE & C. – S.P.A. | 521.343 | -0,2% |
| SOCIETA PER AZIONI LUCCHESE OLII E VINI | 518.008 | 9,5% |
| LATTERIA SORESINA SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 514.969 | 2,5% |
| DANONE NUTRICIA SPA SOCIETA BENEFIT | 511.842 | -22,1% |
| FILENI ALIMENTARE SPA | 506.973 | 0,5% |
| ITALATTE S.R.L. | 503.817 | 1,4% |
| BAULI S.P.A. | 502.848 | -14,0% |
| SAMMONTANA ITALIA S.P.A. SOCIETA BENEFIT | 500.894 | -12,3% |
| ROQUETTE ITALIA S.P.A. | 489.487 | -17,8% |
| CARNJ SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 472.398 | 1,2% |
| FRUTTITAL S.R.L. | 455.919 | -2,2% |
| ANHEUSER BUSCH INBEV ITALIA SPA | 448.949 | -15,0% |
| OLEIFICIO SALVADORI S.R.L. | 435.323 | 13,4% |
| O.P.A.S. SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 435.027 | -8,8% |
| NESTLE PURINA COMMERCIALE S.R.L. | 429.108 | 4,4% |
| MARS ITALIA S.P.A. | 423.485 | -1,5% |
| C.S.I. – COMPAGNIA SURGELATI ITALIANA SPA | 419.862 | -22,0% |
| PIETRO CORICELLI – S.P.A. | 418.715 | 24,9% |
| A. LOACKER – S.P.A. A. LOACKER – A.G. | 412.635 | 5,0% |
| AGRINTESA SCA | 404.632 | 21,2% |
| BIANCHI ORIZZONTI S.R.L. | 403.598 | 24,8% |
| LA REGINA DI SAN MARZANO DI A. ROMANO S.P.A. | 393.772 | 32,2% |
| FIORENTINI FIRENZE S.P.A. | 383.255 | 46,9% |
| OROGEL SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 381.488 | 3,8% |
| ALCAR UNO-SOCIETA PER AZIONI | 380.160 | -3,8% |
| ZARPELLON – S.P.A. | 373.375 | 16,1% |
| SICILIANI S.P.A. – INDUSTRIA LAVORAZIONE CARNE | 367.786 | 22,9% |
| C.L.A.I. – COOP. LAVORATORI AGRICOLI IMOLESI SCA | 366.905 | 2,8% |
| SEDAMYL S.P.A. | 363.313 | -23,3% |
| CARAPELLI FIRENZE S.P.A. | 360.541 | 16,1% |
| TAMPIERI – S.P.A. | 358.209 | -6,3% |
| ITALIA ALIMENTARI S.P.A. | 355.090 | 7,9% |
| ALL.COOP SCA | 352.061 | -7,3% |
| CENTRALE DEL LATTE D’ITALIA S.P.A. | 349.712 | 11,7% |
| SAN CARLO GRUPPO ALIMENTARE S.P.A. | 347.745 | 1,1% |
| CONSORZIO MELINDA SCA | 347.542 | 6,6% |
| GIUSEPPE CITTERIO SALUMIFICIO S.P.A. | 345.255 | -1,5% |
| OLEIFICIO ZUCCHI S.P.A. | 344.499 | -2,9% |
| NKG BERO ITALIA S.P.A. UNIPERSONALE | 342.326 | 16,5% |
| ACQUA SANT ANNA S.P.A. | 339.483 | 6,9% |
| F. DIVELLA S.P.A. | 339.308 | -7,3% |
| MARTELLI F.LLI S.P.A. | 338.668 | -2,7% |
| AMBROSI S.P.A. INDUSTRIA CASEARIA | 337.526 | 6,9% |
| ROVAGNATI SPA | 336.127 | 4,8% |
| ENOITALIA S.P.A. | 335.126 | 36,3% |
| COLOMBEROTTO S.P.A. | 334.556 | 9,8% |
| MEC-CARNI – S.P.A. | 332.653 | 1,0% |
| PROGEO SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA | 332.626 | -8,3% |
| CAFFE BORBONE S.R.L. | 330.943 | 11,6% |
| BRAZZALE SOCIETA PER AZIONI | 328.110 | 0,6% |
| VI.P COOP. SOC. AGRICOLA | 324.408 | 26,9% |
| ICAM S.P.A. | 323.798 | 45,6% |
| ANTONIO PETTI FU PASQUALE S.P.A. | 321.770 | 3,5% |
| CASTEL DEL CHIANTI S.P.A. | 320.296 | 19,5% |
| GHINZELLI S.R.L. | 316.888 | -3,5% |
| ZOOGAMMA S.P.A. | 316.752 | 5,7% |
| REALCO SOCIETA COOPERATIVA | 316.481 | -7,9% |
| CONSORZIO AGRARIO DI CREMONA SCARL | 313.565 | -5,1% |
| CASA VINICOLA BOTTER CARLO & C. SPA | 312.566 | 5,0% |
| IN.AL.PI. S.P.A. | 311.625 | 13,1% |
| NESPRESSO ITALIANA S.P.A. – SOCIETA BENEFIT | 310.906 | 0,9% |
| LATTE MONTAGNA ALTO ADIGE SCA | 310.752 | 3,2% |
| FIORITAL S.P.A. | 309.555 | 5,5% |
| PINI ITALIA S.R.L. | 308.715 | -1,8% |
| ALIMENTARIA VALDINIEVOLE S.P.A. | 307.184 | 8,7% |
| FRESH TROPICAL SRL BY JAWAD | 304.981 | 18,4% |
| LA MOLISANA – S.P.A. | 304.727 | 5,7% |
| CERTIFIED ORIGINS ITALIA SRL | 299.713 | 47,1% |
| APOFRUIT ITALIA – SOC. COOP. AGRICOLA | 297.787 | 8,6% |
| OLITALIA S.R.L. | 295.653 | 13,0% |
| CONSORZIO GRANTERRE CASEIFICI E ALLEVAMENTI SCA | 290.577 | 76,4% |
| COOPERATIVA TERREMERSE SOC.COOP | 288.062 | 9,7% |
| SPUMADOR S.P.A. | 287.109 | 6,0% |
| CANTINE RIUNITE E CIV SCA | 285.513 | 0,7% |
| ABOCA S.P.A. SOCIETA AGRICOLA | 283.834 | -5,1% |
| CURTI S.R.L. | 283.366 | -0,5% |
| TRENTIN S.P.A. | 281.642 | 3,6% |
| RISO SCOTTI S.P.A. | 278.723 | -5,9% |
| BIOFARMA S.R.L. | 275.263 | -4,2% |
| MENZ & GASSER – SOCIETA PER AZIONI | 272.622 | -3,2% |
| MARCHESI ANTINORI – S.P.A. | 270.927 | 1,6% |
| CONSORZIO LATTERIE VIRGILIO SCA | 269.872 | 4,6% |
| FERRERO MANGIMI S.P.A. | 267.765 | -12,5% |
| FERRERO – SOCIETA PER AZIONI | 265.600 | 15,8% |
| ITALIA ZUCCHERI COMMERCIALE S.R.L. | 263.251 | -8,4% |
| IGOR S.R.L. | 259.013 | 0,3% |
| BALCONI S.P.A. – INDUSTRIA DOLCIARIA | 258.914 | 23,5% |
| HEINZ ITALIA S.P.A. | 255.066 | -26,6% |
| GRANDI MOLINI ITALIANI – S.P.A. | 253.944 | 3,1% |
| PASTIFICIO LUCIO GAROFALO S.P.A | 250.690 | 3,0% |
| PADANIA ALIMENTI S.R.L. | 250.596 | 14,9% |
| ITALPIZZA S.P.A. | 250.527 | 16,7% |
| LA MARCA VINI E SPUMANTI SCA | 250.362 | 9,0% |
| GREENYARD FRESH ITALY S.P.A. | 248.826 | 15,2% |
| DOLPHIN S.R.L. | 248.383 | 34,3% |
| ANNONI S.P.A. | 248.082 | -0,9% |
| MONINI S.P.A. | 248.050 | 31,7% |
| FERRARELLE – S.P.A. | 247.981 | 4,2% |
| C.A.F.A.R. S. A. C. FRA ALLEVATORI ROMAGNOLI | 246.682 | 29,7% |
| EMMI DESSERT ITALIA S.P.A. | 246.568 | 5,6% |
| LATTERIA SOCIALE MANTOVA SCA | 245.939 | 20,0% |
| BATTAGLIO S.P.A. | 245.128 | 4,2% |
| COLUSSI S.P.A. | 244.672 | -7,1% |
| BENCARNI S.P.A. | 244.391 | 12,0% |
| MA.GE.MA. SOCIETA AGRICOLA COOPERATIVA | 244.169 | -2,1% |
| ASSEGNATARI ASSOCIATI ARBOREA SCA | 241.330 | 5,8% |
| DE MATTEIS AGROALIMENTARE S.P.A. | 240.902 | 8,1% |
| NUTKAO S.R.L. | 238.896 | 12,1% |
| COOPERLAT SCA | 238.200 | -5,0% |
| MONTENEGRO S.R.L. | 238.016 | 3,6% |
| BALOCCO SPA INDUSTRIA DOLCIARIA | 233.763 | -2,5% |
| LA LINEA VERDE SOCIETA AGRICOLA S.P.A. | 233.109 | 5,6% |
| ORTOFIN SRL | 230.543 | 3,8% |
| COOPERATIVE AGRICOLE VITI-FRUTTICOLTORI ITALIANI R. | 229.441 | -5,4% |
| KELLOGG ITALIA SPA | 227.293 | -16,5% |
| ANTIMO CAPUTO S.R.L. | 226.802 | 13,0% |
| VALCOLATTE SOCIETA PER AZIONI | 225.594 | 2,7% |
| CAVIT S.C. | 223.236 | -1,0% |
| OLIO LEVANTE SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA | 222.122 | 36,5% |
| SUINCOM S.P.A. | 221.191 | -8,7% |
| STAR S.P.A. | 220.183 | -23,6% |
| FINE FOODS & PHARMACEUTICALS N.T.M. S.P.A. | 219.035 | -0,9% |
| S.I.M.B.A.-S.P.A. C | 216.433 | -0,5% |
| BONDUELLE ITALIA S.R.L. | 216.254 | 4,1% |
| KIMBO S.P.A. | 214.876 | 7,7% |
| FANIN S.P.A. | 211.970 | 21,9% |
| SASSI S.P.A. | 210.352 | -2,1% |
| LATTERIA NOEM SRL | 209.956 | 2,3% |
| NEWLAT FOOD S.P.A. | 209.713 | -13,2% |
| DOLE ITALIA S.P.A. | 209.170 | 8,5% |
| CAFFE TROMBETTA – S.P.A. | 208.640 | 3,8% |
| FIORANI E C. S.R.L. | 208.349 | -0,8% |
| GRUPPO ITALIANO VINI – G.I.V. S.P.A. | 206.988 | -5,3% |
| ITAL GREEN OIL S.R.L. | 205.102 | 37,7% |
| MACK & SCHUHLE ITALIA S.P.A. | 204.386 | 10,9% |
| PERNOD RICARD ITALIA S.P.A. | 204.331 | -12,9% |
| ITALCANDITI S.P.A. | 204.269 | 51,9% |
| GRUPPO GIMOKA S.P.A. | 203.797 | 0,9% |
| NATURITALIA SOC. COOP. AGRICOLA | 202.527 | 4,4% |
| GENNARO AURICCHIO S.P.A. | 201.544 | 0,9% |
| COSTA D ORO S.P.A. | 200.702 | 7,1% |
| PRINCES READY TO DRINK S.P.A. | 198.936 | -26,3% |
| CEPPARO S.P.A. | 198.717 | 19,5% |
| FRATELLI MARTINI SECONDO LUIGI S.P.A. | 197.668 | -8,8% |
| BONI SOCIETA PER AZIONI | 196.939 | 19,7% |
| STERILTOM ASEPTIC – SYSTEM S.R.L. | 195.804 | 12,8% |
| PEPSICO BEVERAGES ITALIA SRL | 195.437 | 0,7% |
| FRIESLANDCAMPINA ITALY S.R.L. | 195.420 | 16,5% |
| VERDEOLIO MEDITERRANEO S.R.L. | 194.966 | 24,4% |
| FRATELLI POLLI S.R.L. | 194.570 | 1,9% |
| DECO INDUSTRIE SCPA | 194.157 | -3,5% |
| FRONERI ITALY S.R.L. | 193.520 | 0,8% |
| FERRARINI S.P.A. | 193.013 | 25,6% |
| PIZZOLI – SOCIETA PER AZIONI | 192.991 | 18,1% |
| ZUEGG S.P.A. | 192.704 | -1,8% |
| PATA S.P.A. | 192.448 | 12,5% |
| RUMMO S.P.A. – SOCIETA PER AZIONI | 191.639 | 16,9% |
| CAMEO – S.P.A. | 191.351 | -20,5% |
| OLEARIA DESANTIS S.P.A. | 190.969 | 23,2% |
| SL CARNI SRL | 190.851 | -0,7% |
| S.I.BE.G. S.R.L. | 190.577 | 5,5% |
| BERVINI PRIMO S.R.L. | 189.851 | -2,3% |
| SRB S.P.A. | 188.887 | 9,4% |
| FORMALACTIS S.R.L. | 188.617 | 7,5% |
| RONCADIN S.P.A. SB | 188.591 | 19,5% |
| FORNO D ASOLO S.P.A. | 188.328 | -0,5% |
| MOWI ITALIA S.R.L. | 187.679 | -1,4% |
| GIAGUARO – S.P.A. | 186.255 | 8,6% |
| MB MANGIMI SPA | 184.731 | -13,2% |
| MIONETTO S.P.A. | 182.413 | 13,5% |
| CAPURSO AZIENDA CASEARIA S.R.L. | 182.247 | 27,0% |
| MORANDO S.P.A. | 181.197 | -1,7% |
| VOG PRODUCTS – SOC. AGRICOLA COOP | 181.081 | 29,2% |
| GLOBALCARNI SOCIETA’ PER AZIONI | 180.948 | -5,6% |
| AZOVE – SOCIETA AGRICOLA COOPERATIVA | 180.556 | 4,3% |
| PRODUTTORI LATTE ASSOCIATI CREMONA | 179.982 | 21,0% |
| ESKIGEL S.R.L. | 178.916 | -6,8% |
| CATTEL S.P.A. | 176.188 | 3,5% |
| KORVELLA ITALIA S.R.L. | 174.961 | 22,1% |
| BIRAGHI – S.P.A. | 174.250 | -0,1% |
| FARCHIONI OLII – S.P.A. | 173.561 | 14,2% |
| TERRE CEVICO SCA | 173.353 | 43,1% |
| OPTIMA S.P.A. | 173.285 | 16,0% |
| BERTAGNI 1882 S.P.A. | 173.223 | 14,8% |
| CENTRO CARNI COMPANY S.P.A. | 173.031 | 13,1% |
| FERRARONI S.P.A. | 172.268 | 6,9% |
| OLEIFICIO SPERONI S.R.L. | 171.682 | 13,3% |
| ATTIANESE S.P.A. | 170.947 | 19,3% |
| FERRARI GIOVANNI INDUSTRIA CASEARIA SPA | 170.414 | 2,8% |
| CASA VINICOLA ZONIN S.P.A. | 170.146 | 4,9% |
| VILLANI S.P.A. | 169.899 | -0,2% |
| MANGIMIFICIO ROMAGNOLO S.R.L. | 169.892 | -4,3% |
| CO.PRO.B.- COOPERATIVA PRODUTTORI BIETICOLI SCA | 169.624 | 0,2% |
| SOCIETA’ INDUSTRIA MOLITORIA ERCOLE CELLINO S.P.A. | 169.484 | -18,3% |
| BASSO FEDELE & FIGLI S.R.L. | 168.562 | 45,4% |
| BIRRA FORST S.P.A. BRAUEREI FORST A.G. | 168.396 | 1,4% |
| INDUSTRIE ROLLI ALIMENTARI S.P.A. | 166.882 | 10,5% |
| BAYERNLAND – S.R.L. BAYERNLAND – G.M.B.H. | 165.498 | -1,3% |
| FACCIA FRATELLI S.R.L. | 165.428 | 11,9% |
| CARLSBERG ITALIA S.P.A. | 165.369 | 3,0% |
| LANZA S.R.L. | 165.334 | 3,3% |
| F.LLI SACLA S.P.A. | 164.556 | 2,5% |
| GRUPPO ITALIANO MANGIMI S.P.A. | 164.095 | -3,5% |
| SANTAGATA LUIGI S.R.L. | 163.932 | -12,3% |
| ELAH DUFOUR S.P.A. | 163.721 | 13,1% |
| LEVONI S.P.A. SOCIETA BENEFIT | 162.142 | 9,3% |
| RIGAMONTI SALUMIFICIO S.P.A. | 162.132 | 5,3% |
| ROYAL CANIN ITALIA S.R.L. | 160.608 | -3,2% |
| ERIDANIA ITALIA S.P.A. | 160.399 | -37,1% |
| VENCHI S.P.A. | 160.379 | 22,2% |
| FRUTTAGEL S.C.P.A. | 160.257 | 4,6% |
| MANTUA.IT S.R.L. | 160.011 | 11,6% |
| PASTA ZARA S.P.A. | 159.891 | -15,1% |
| MONTANARI E GRUZZA S.P.A. | 159.616 | 33,1% |
| LATTEBUSCHE – LATTERIA DELLA VALLATA FELTRINA SCA | 157.758 | 11,6% |
| SOCIETA ITALIANA PRODOTTI ALIMENTARI S.I.P.A. S.P.A. | 157.492 | 5,7% |
| MOET HENNESSY ITALIA SPA | 157.269 | -11,4% |
| SOREMARTEC ITALIA S.R.L. | 157.242 | 10,5% |
| EURO COMPANY S.P.A. SOCIETA BENEFIT | 156.769 | 19,6% |
| CIM ALIMENTARI – S.P.A. | 156.259 | 3,8% |
| ILLVA SARONNO S.P.A. | 156.116 | 0,4% |
| SABELLI S.P.A. | 155.968 | 6,4% |
| BRESCIANGRANA SOCIETA AGRICOLA S.P.A. SB | 155.509 | 23,3% |
| NOSTROMO S.P.A. | 155.139 | -2,1% |
| PRONTOFOODS – S.P.A. | 154.147 | -4,3% |
| I.B.G. S.P.A. | 152.039 | 3,8% |
| DE CLEMENTE CONSERVE S.P.A. | 151.976 | 4,2% |
| FORMEC BIFFI S.P.A. | 151.277 | 1,9% |
| PARMOVO S.R.L. | 151.240 | -11,1% |
| DELIFRANCE ITALIA S.R.L. | 150.576 | -0,6% |
| DELIZIA S.P.A. | 150.361 | 6,7% |
| VICENZI S.P.A. | 149.508 | 3,5% |
| SALUMIFICIO F.LLI COATI S.P.A. | 147.765 | -21,3% |
| MOLINO E PASTIFICIO DE CECCO S.P.A. – PESCARA | 147.719 | 5,2% |
| ACETUM S.P.A. | 146.909 | 17,2% |
| SANTA MARGHERITA S.P.A. | 146.860 | 6,0% |
| CSM INGREDIENTS ITALIA S.P.A. | 146.604 | 3,5% |
| MURANO S.P.A. | 145.679 | 14,5% |
| RIGONI DI ASIAGO S.R.L. | 145.546 | 10,8% |
| ALDINO S.R.L. | 144.862 | 30,1% |
| SANTANGIOLINA LATTE FATTORIE LOMBARDE SCA | 144.390 | -0,1% |
| CONSORZIO AGRARIO DI RAVENNA-SCARL | 143.615 | -1,6% |
| CAVIRO EXTRA S.P.A. | 142.222 | 0,9% |
| GE.CA LEGUMI SOCIETA PER AZIONI | 141.222 | 20,8% |
| NOSIO S.P.A. | 140.998 | -3,8% |
| M.E.C. S.P.A. | 140.826 | 22,1% |
| AMICA CHIPS S.P.A. | 140.608 | 0,3% |
| NINO CASTIGLIONE S.R.L. | 140.390 | -0,2% |
| SOCIETA GENERALE DELLE ACQUE MINERALI SPA | 140.055 | 4,6% |
| AGUGIARO & FIGNA MOLINI S.P.A. SB | 139.790 | -9,5% |
| TENUTE PICCINI S.P.A. | 138.970 | 18,2% |
| ANTICHI SAPORI DELL ETNA S.R.L. | 138.657 | 74,4% |
Fonte: CSI Alimenti e Bevande
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